Bernd Mayländer, con la sua lunga carriera come pilota della Safety Car di Formula 1 dal 1999, si racconta con passione. Iniziata quasi per caso con un’opportunità in Formula 3000, la sua dedizione è diventata un “progetto a lungo termine”, come lui stesso descrive la sua vita.
Per Mayländer, il ruolo va oltre il semplice guidare la Safety Car. È l’atmosfera e la collaborazione con i suoi colleghi a mantenerlo entusiasta. Sebbene non competa per trofei, trova la sua personale sfida nel circuito di F1 ogni settimana. “Il giovedì, dopo il test in pista, la prima cosa che faccio è controllare i tempi ufficiali,” confessa ridendo. “Guardo dove sono i settori viola e li confronto con i miei tempi dell’anno scorso. Quella è la mia competizione personale.”
Questa attenzione è fondamentale, poiché le procedure vengono affinate ogni anno. “Deve essere fatto al massimo livello, come tutto il resto in Formula 1. Senza le sessioni di prove del giovedì e i controlli quotidiani con la Race Control, non funzionerebbe.”
Il rispetto dei 22 piloti
Nel corso della sua carriera, Mayländer ha visto molti grandi campioni nello specchietto retrovisore, da Michael Schumacher a Lewis Hamilton fino a Max Verstappen. Nonostante i piloti si lamentino spesso della velocità della Safety Car, Mayländer si sente rispettato da loro. “Sanno che ho esperienza. Loro sono concentrati sulla gara, io sono concentrato sulla sicurezza. A volte ho informazioni che loro non hanno, e cerco di spiegarglielo in seguito.”
Riguardo agli stili di guida dei campioni del mondo, afferma: “Schumacher era aggressivo, proprio come lo sono Max e Lewis ora. Ti mettono alla prova, ci giocano un po’. Altri piloti sono più rilassati, come Sergio Perez, che una volta a Singapore ha addirittura ricevuto una penalità per aver lasciato troppa distanza.”
Al Gran Premio d’Australia, gara d’apertura della stagione, Mayländer ha raggiunto il sensazionale traguardo delle 500 gare. Quanto a lungo manterrà il suo ruolo? “Sto realisticamente pensando a 600 o 650 Gran Premi,” dichiara. “Ma non mi vedo ancora alla guida della Safety Car a 78 anni. Preferirei consigliare un giovane successore dal paddock.”
Per quanto riguarda la sua auto da weekend, è più che soddisfatto dell’attuale Mercedes-AMG GT Black Series, definita da lui la AMG di serie più veloce mai costruita. Tuttavia, continua a sognare: “Ci sono molti sviluppi con i nuovi modelli GT. Sarebbe fantastico essere in un’auto ancora più vicina a una vera GT3 racer.” Tra l’altro, non esclude un salto verso un certo marchio italiano in futuro: “Non ho mai guidato per un marchio italiano prima, chissà.” Per ora, però, Mayländer rimane determinato a proseguire: “Mi diverto ancora ogni giorno con quello che faccio.”

