Mer. Apr 22nd, 2026

Il pilota della Safety Car FIA osserva i campioni di F1 nello specchietto retrovisore: “Cercano di mettermi pressione”

Bernd Mayländer, con la sua lunga carriera come pilota della Safety Car di Formula 1 dal 1999, si racconta con passione. Iniziata quasi per caso con un’opportunità in Formula 3000, la sua dedizione è diventata un “progetto a lungo termine”, come lui stesso descrive la sua vita.

Per Mayländer, il ruolo va oltre il semplice guidare la Safety Car. È l’atmosfera e la collaborazione con i suoi colleghi a mantenerlo entusiasta. Sebbene non competa per trofei, trova la sua personale sfida nel circuito di F1 ogni settimana. “Il giovedì, dopo il test in pista, la prima cosa che faccio è controllare i tempi ufficiali,” confessa ridendo. “Guardo dove sono i settori viola e li confronto con i miei tempi dell’anno scorso. Quella è la mia competizione personale.”

Questa attenzione è fondamentale, poiché le procedure vengono affinate ogni anno. “Deve essere fatto al massimo livello, come tutto il resto in Formula 1. Senza le sessioni di prove del giovedì e i controlli quotidiani con la Race Control, non funzionerebbe.”

Il rispetto dei 22 piloti

Nel corso della sua carriera, Mayländer ha visto molti grandi campioni nello specchietto retrovisore, da Michael Schumacher a Lewis Hamilton fino a Max Verstappen. Nonostante i piloti si lamentino spesso della velocità della Safety Car, Mayländer si sente rispettato da loro. “Sanno che ho esperienza. Loro sono concentrati sulla gara, io sono concentrato sulla sicurezza. A volte ho informazioni che loro non hanno, e cerco di spiegarglielo in seguito.”

Riguardo agli stili di guida dei campioni del mondo, afferma: “Schumacher era aggressivo, proprio come lo sono Max e Lewis ora. Ti mettono alla prova, ci giocano un po’. Altri piloti sono più rilassati, come Sergio Perez, che una volta a Singapore ha addirittura ricevuto una penalità per aver lasciato troppa distanza.”

Al Gran Premio d’Australia, gara d’apertura della stagione, Mayländer ha raggiunto il sensazionale traguardo delle 500 gare. Quanto a lungo manterrà il suo ruolo? “Sto realisticamente pensando a 600 o 650 Gran Premi,” dichiara. “Ma non mi vedo ancora alla guida della Safety Car a 78 anni. Preferirei consigliare un giovane successore dal paddock.”

Per quanto riguarda la sua auto da weekend, è più che soddisfatto dell’attuale Mercedes-AMG GT Black Series, definita da lui la AMG di serie più veloce mai costruita. Tuttavia, continua a sognare: “Ci sono molti sviluppi con i nuovi modelli GT. Sarebbe fantastico essere in un’auto ancora più vicina a una vera GT3 racer.” Tra l’altro, non esclude un salto verso un certo marchio italiano in futuro: “Non ho mai guidato per un marchio italiano prima, chissà.” Per ora, però, Mayländer rimane determinato a proseguire: “Mi diverto ancora ogni giorno con quello che faccio.”

By Federico Santoro

Federico Santoro, dal cuore di Roma, trasforma ogni evento sportivo in una narrazione avvincente. La sua voce distintiva nel racconto delle partite di basket e calcio ha creato uno stile unico nel panorama giornalistico italiano. Le sue analisi tattiche sono apprezzate sia dagli appassionati che dai professionisti del settore.

Related Post