Fabio Capello, intervenendo sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, esprime la sua profonda preoccupazione riguardo alla crisi del calcio italiano a livello internazionale. La situazione non riguarda solo la Nazionale, assente dai Mondiali per la terza volta consecutiva, ma si estende anche ai club, nessuno dei quali ha raggiunto le semifinali delle tre principali competizioni europee.
L’ex allenatore osserva: “Stiamo procedendo troppo lentamente rispetto alle altre nazioni. La differenza di ritmo, agonismo e tecnica è stata evidente nelle recenti partite europee. Si potrebbe pensare che questo sia dovuto alla superiorità economica della Premier League, ma non è solo questo il problema. Abbiamo visto la Nazionale italiana essere eliminata dalla Bosnia, l’Inter capolista perdere due volte contro il Bodo, la Juventus essere superata dal Galatasaray e il Napoli non riuscire a superare il girone di Champions League. La nostra crisi è molto più profonda e diffusa, e temo che persisterà a lungo. Non sono solo i risultati a dimostrarlo.”
“Il campionato attuale mi sembra aver perso smalto”, continua Capello. “Gli arbitri fischiano troppo spesso, e vedo sempre meno talento. Non è un caso che molti giocatori che brillano in Italia facciano fatica quando si trasferiscono all’estero. Al contrario, giocatori come McTominay, Hojlund o Malen, che altrove faticavano a imporsi, in Serie A invece fanno la differenza, segnano e dominano fisicamente. Questo indica che si trasferiscono in contesti dove per loro è più semplice avere successo. Inoltre, dobbiamo riflettere su come difendiamo, o meglio, su come non sappiamo più difendere. Un tempo, quando le squadre italiane accusavano un divario tecnico, compensavano con l’arte della difesa, eravamo maestri in Europa. Oggi, ci concentriamo troppo sull’impostazione dal basso con i difensori centrali, ma questo ci crea più problemi che altro. Non produciamo più veri difensori. Basti vedere i gol subiti dal Bologna nell’ultima partita a Birmingham.”

