Fabio Cannavaro, attuale allenatore dell’Uzbekistan e campione del mondo con l’Italia nel 2006, ha espresso le sue opinioni sulla crisi del calcio italiano in un’intervista a La Repubblica.
Cannavaro, che debutterà ai Mondiali 2026 con la sua nuova nazionale, ha sottolineato la sua soddisfazione per essere presente alla competizione, ma ha anche manifestato un profondo rammarico per l’assenza dell’Italia.
“L’Italia è fuori ancora una volta, e questo è doloroso,” ha affermato Cannavaro. “Siamo usciti contro avversari più deboli, segno che il problema non è l’allenatore. Non ci rendiamo conto dell’effetto devastante per le comunità italiane.”
L’ex capitano ha evidenziato come l’Italia abbia perso la sua identità, la capacità di soffrire e di esaltarsi nelle difficoltà, caratteristiche che un tempo la rendevano temibile. “Abbiamo perso la nostra caratteristica più identitaria,” ha spiegato. “Più la situazione era difficile, più ci esaltavamo. E tutti volevano evitarci. Perso quello spirito, siamo stati eliminati da Svezia, Macedonia e Bosnia.”
Cannavaro ha anche parlato delle esperienze negative avute in Italia con Benevento e Udinese, definendo la salvezza con i friulani un “miracolo”, ma rimarcando come, nonostante questo successo, non sia stato riconfermato.
Un altro punto critico sollevato dall’allenatore riguarda la scelta di molti giovani con doppio passaporto di giocare per altre nazioni, citando l’esempio di Matteo Palma, che sembra aver scelto la Germania. “Se non riusciamo ad attirare chi ha il doppio passaporto, il nuovo ct avrà ancora meno opzioni,” ha avvertito.
Cannavaro propone un radicale cambiamento per Coverciano, chiedendo che smetta di essere un mero “sforna patentini” e diventi invece una “Bocconi”, un centro di eccellenza per la formazione tecnica. “Dobbiamo guardare agli altri, a quello che da noi non funziona,” ha concluso. “I nostri giocatori non sono più preparati all’alta intensità, a correre: in campo internazionale, sul piano atletico, tra i nostri e gli avversari c’è una differenza come dal giorno alla notte.”

