La decisione del Marsiglia sembra ormai definita: Benjamin Pavard non verrà riscattato. Questa scelta ha delle implicazioni significative per l’Inter, che vede sfumare un’entrata di 15 milioni di euro e si ritrova a dover gestire il futuro del difensore francese.
L’arrivo di Manuel Akanji si è rivelato un successo per l’Inter, coronato dalla vittoria dello Scudetto. Tuttavia, la situazione relativa a Benjamin Pavard è meno definita. Contrariamente alle aspettative, il riscatto del francese dal Marsiglia appare ora molto lontano e, secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, non avverrà. Di conseguenza, Pavard tornerà a Milano a giugno, portando con sé il suo stipendio annuale di 5 milioni di euro, una cifra che supera gli attuali parametri economici del club.
Cosa succede sul mercato
Oltre alla mancata plusvalenza, l’Inter deve fare i conti con il ritorno di Pavard e il suo ingaggio. Il difensore non rientra nei piani tecnici per la prossima stagione, il che significa che il suo futuro è segnato: partirà in estate. Il contratto attuale del giocatore con l’Inter scadrà solo nel 2028, e persiste il rischio di dover ancora sostenere il suo pesante stipendio. Per questo motivo, la dirigenza nerazzurra cercherà attivamente di trovare una soluzione per la sua cessione, puntando a un addio definitivo.
Chi vuole Pavard
Nonostante le difficoltà, ci sono diversi club interessati a Benjamin Pavard. Le richieste più frequenti provengono dalla Turchia e dall’Arabia Saudita. L’estate scorsa, l’allenatore del Neom, Galtier, aveva espresso apertamente il suo interesse nei confronti del giocatore, un tentativo che era seguito a un’amichevole.
La stagione di Pavard
Nella stagione appena conclusa, Benjamin Pavard ha disputato 25 partite in Ligue 1, segnando 1 gol e fornendo 2 assist. In Champions League ha collezionato 6 presenze, mentre in Coppa ha giocato 3 partite con 1 assist. Ha inoltre disputato 1 partita in Supercoppa. In totale, ha totalizzato 36 apparizioni in tutte le competizioni, con 1 rete e 3 passaggi decisivi, sotto la guida prima di Roberto De Zerbi e poi di Habib Beye.
