Gio. Mag 14th, 2026

Como in Europa: Vincoli sulle rose e la ricerca di giocatori “italiani” con un occhio a Cambiaso

La qualificazione del Como alle competizioni europee sta ridefinendo i piani di mercato della squadra. Tuttavia, sorge la domanda sull’effettiva necessità di acquisire giocatori italiani.

Il Como ha ufficialmente raggiunto la qualificazione europea, e sebbene non sia ancora chiaro se si tratti di Champions League o Europa League, il club guidato da Cesc Fabregas sta già pianificando la prossima stagione con l’obiettivo di non essere un semplice partecipante. Per raggiungere questo traguardo, sarà necessario un cambiamento o una modifica sostanziale nell’approccio al mercato. La rosa attuale dovrà essere integrata con tipologie di giocatori precedentemente non considerate, e la ricerca sembra orientata verso giocatori formati nel sistema calcistico italiano.

Settlement Agreement UEFA

L’estate in arrivo segnerà l’ultima prima che la UEFA intervenga sui conti del club, imponendo un accordo di rientro (settlement agreement) per sanare i deficit accumulati nelle ultime stagioni. La camera di controllo finanziario della UEFA richiederà un rientro entro una soglia di -30 nei prossimi 3 o 4 anni. Questo comporterà, salvo sorprese, anche una riduzione del numero di giocatori schierabili nelle liste UEFA.

Il problema delle liste e la “regola Serie A”

La questione delle liste d’iscrizione è di primaria importanza, dato che in Serie A il Como ha potuto sfruttare una deroga regolamentare non presente nelle competizioni europee. In Serie A, ogni club può registrare una rosa di massimo 25 giocatori per partita, con l’obbligo di includere almeno 4 giocatori cresciuti nel proprio vivaio (tra i 15 e i 21 anni) e almeno 4 giocatori cresciuti nei settori giovanili italiani (per almeno tre anni, anche non consecutivi, tra i 15 e i 21 anni). La differenza fondamentale è rappresentata dall’eccezione legata agli Under 23, che non hanno limiti di slot.

Regole UEFA per le liste

La lista UEFA prevede un massimo di 25 giocatori, di cui 8 devono essere “homegrown”. Di questi 8, 4 devono essere cresciuti nel club e 4 cresciuti nei settori giovanili della federazione nazionale. La regola cruciale è che, in caso di mancato rispetto di questi requisiti, il numero di giocatori in lista viene ridotto. Esiste una lista B per i giovani del vivaio (con due anni di permanenza), ma questa non è sufficiente a compensare le carenze.

Giocatori “italiani”?

Attualmente, il Como dispone solo di due giocatori in rosa cresciuti nei vivai italiani: il difensore Goldaniga e il terzo portiere Vigorito, nessuno dei quali è un titolare fisso nelle scelte di Fabregas. Tra i giovani inseriti in rosa quest’anno ci sono stati Matteo Papaccioli, Cristiano De Paoli, Samuele Pisati e Lorenzo Bonsignori Goggi, tutti a secco di presenze in Serie A. La domanda fondamentale è se il Como debba necessariamente acquistare giocatori con passaporto italiano. La risposta è no. Per evitare la riduzione delle liste UEFA, il Como deve acquisire giocatori formati in Italia per almeno 3 anni tra i 15 e i 21 anni. Questo non implica necessariamente che debbano avere la cittadinanza italiana; un esempio è Kenan Yildiz, che diventerà giocatore “formato in Italia” per la Juventus.

Occhi su Cambiaso

Considerando i giocatori che hanno militato nei settori giovanili italiani tra i 15 e i 18/19 anni, è più probabile che questi abbiano il passaporto italiano. Il Como, per la prima volta sotto la gestione Fabregas, cambierà il proprio orientamento sul mercato. In quest’ottica, si registra un gradimento per il terzino della Juventus Andrea Cambiaso. Questa opzione è particolarmente suggestiva in caso di qualificazione alla Champions League, ma si scontra con diversi ostacoli, tra cui lo stipendio dell’ex Genoa, che con 2,4 milioni a stagione sarebbe tra i più pagati dell’intera rosa del Como.

By Federico Santoro

Federico Santoro, dal cuore di Roma, trasforma ogni evento sportivo in una narrazione avvincente. La sua voce distintiva nel racconto delle partite di basket e calcio ha creato uno stile unico nel panorama giornalistico italiano. Le sue analisi tattiche sono apprezzate sia dagli appassionati che dai professionisti del settore.

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