La situazione in casa Milan è di profonda confusione, a pochi giorni dalla conclusione di una stagione tra le peggiori degli ultimi anni. La sconfitta contro il Cagliari e la conseguente mancata qualificazione alla Champions League, obiettivo stagionale primario, hanno avuto un impatto significativo sia finanziario che ambientale. Il club si appresta a vivere una nuova fase di rivoluzione, caratterizzata da molte incertezze.
Il cambiamento era necessario, ma i tempi e le modalità sono discutibili. Dopo la partenza dell’allenatore, del direttore sportivo, dell’amministratore delegato e del direttore tecnico, non c’è ancora traccia di sostituti. Sebbene qualcuno potrebbe obiettare che “siamo solo a fine maggio”, la persona indicata da Cardinale per rilanciare il progetto, Zlatan Ibrahimovic, sarà assente per un mese e mezzo per commentare i Mondiali negli Stati Uniti. Questa assenza obbliga a delegare decisioni importanti, ma a chi?
Crystal Palace preferito al Milan
Il Milan, una delle squadre più blasonate del calcio italiano e sette volte campione d’Europa, si trova attualmente in una situazione di totale caos. Privo di una guida chiara sia a livello dirigenziale che tecnico, il club sembra navigare a vista.
La figura desiderata per la panchina, Andoni Iraola, sembra aver declinato l’offerta. Sebbene senza comunicazioni ufficiali, tutti gli indizi portano a un suo rifiuto, un’eventualità che rappresenterebbe un grave passo falso per il Milan e lo costringerebbe a cercare un piano B, come accaduto in precedenza con Lopetegui, sostituito poi da Fonseca.
Sebbene possa sorprendere, Iraola starebbe preferendo il Crystal Palace, quindicesimo in Premier League e senza trofei in bacheca fino al 2025, al Milan. Il club rossonero è percepito ormai come una “nobile decaduta” che vive nell’incertezza, con una storia gloriosa ma idee attuali nebulose.
Scegliere velocemente, scegliere bene
Iraola non sarebbe convinto del Milan, vedendolo come un’avventura difficile da costruire da zero, con un nuovo management e troppi interrogativi. Non si tratta di pressione o paura; come ammesso da Tiago Pinto, ds del Bournemouth, lo spagnolo “trasforma ogni difficoltà in una sfida da vincere”.
Evidentemente, Iraola non si fida di quanto gli è stato proposto dal Milan. Questo è il nodo cruciale della questione. Resta da vedere se la situazione cambierà nelle prossime ore, ma i segnali attuali non sono incoraggianti per il futuro del Milan. Il club deve dimostrare di avere una visione unitaria e lanciare un messaggio forte, non solo ai tifosi.
È fondamentale scegliere velocemente e scegliere bene, optando per uomini di calcio piuttosto che semplici dirigenti d’azienda o figure accondiscendenti. La dirigenza dovrà supportare e difendere le scelte, accompagnate da un mercato all’altezza. Allenatore e direttore sportivo rappresentano le fondamenta su cui si costruirà il futuro del club in questi giorni cruciali.

