Tornando nel luogo dove tutto ebbe inizio, lo stadio Bentegodi di Verona, dove i proprietari Friedkin vissero la loro prima partita il 19 settembre 2020, la Roma ha ottenuto la qualificazione per la prossima Champions League. Questo successo arriva al termine di una cavalcata entusiasmante, in parte inaspettata dopo la sconfitta contro l’Inter il 5 aprile, che sembrava aver compromesso le speranze. Con cinque vittorie nelle ultime cinque partite e sei nelle ultime sette, i giallorossi hanno ritrovato la loro forza dopo la battuta d’arresto di San Siro. Non hanno mai perso di vista l’obiettivo Champions, raggiunto anche grazie a passi falsi di Milan e Juventus, ma il traguardo è meritato.
Così, quella che veniva definita la “banda del sesto posto” negli anni passati, chiude al terzo posto e l’anno prossimo si confronterà con le grandi d’Europa, mentre squadre più titolate rimarranno a guardare.
GASPERINI = IDENTITÀ
Nel calcio moderno, diviso tra chi predilige il bel gioco e chi i risultati, ciò che conta veramente è avere un’identità. Questo significa avere concetti chiari e un gruppo che segue il proprio allenatore, al di là di schemi rigidi o tatticismi ferrei. Per questo motivo, Gian Piero Gasperini è la figura chiave del traguardo raggiunto dalla Roma. È stato l’uomo in più, il profilo necessario per risollevare la squadra dopo anni di delusioni. È importante ricordare che la scorsa estate Gasperini arrivò tra scetticismo generale; molti non lo ritenevano l’allenatore giusto per una piazza così esigente. È vero, aveva plasmato l’Atalanta, portandola a sfidare club più ricchi e a vincere un’Europa League contro il Bayer Leverkusen di Xabi Alonso, ma il suo carattere forte e il fallimento sportivo all’Inter avevano creato pregiudizi sul suo arrivo a Roma.
GASP LEADER SUPREMO
Gasperini ha dimostrato di essere adatto a Roma e alla Roma, con le sue idee e il suo approccio, a volte controverso ma vincente. Nella capitale, non ha cambiato il suo modo di essere, ha chiesto e ottenuto di essere il comandante indiscusso, replicando il suo metodo di lavoro di Bergamo. È sempre stato schietto, diretto con la società, i giocatori e i tifosi, raramente scendendo a compromessi, a volte apparendo scortese o scomodo. Ha avuto la meglio nello scontro tra poteri con Ranieri e Massara grazie al supporto della famiglia Friedkin, che gli ha concesso quasi carta bianca, accontentandolo nonostante i vincoli finanziari. Gasperini è il Líder Máximo della Roma: ha creato una squadra che lo segue e darebbe tutto per lui. È stato in grado di mediare tra la parte più calda del tifo e la “vecchia guardia” (Mancini, Cristante, Pellegrini) e ha valorizzato giocatori considerati al tramonto della loro carriera, gestendo al meglio Dybala, che si è rivelato decisivo anche a Verona con l’assist per il gol dell’1-0. Non si può dimenticare Donyell Malen, autore di 14 gol in poco più di quattro mesi. L’investimento dei Friedkin per portarlo a Roma è stato fondamentale, ma decisiva è stata la telefonata di Gasperini. È un allenatore, un manager, un trascinatore. Attualmente, il miglior allenatore italiano.
GASP VUOLE INVESTIMENTI
Con Malen, la Roma ha totalizzato 37 punti nel girone di ritorno, mentre nel girone d’andata, senza l’olandese, ne aveva raccolti 36. Siamo davvero sicuri che nel calcio moderno l’allenatore conti poco? Gasperini ha ridato credibilità e dignità alla Roma, l’ha qualificata per la prossima Champions League e l’ha riportata ai vertici del calcio italiano. Tuttavia, è consapevole che c’è ancora molto da fare. Il progetto è solo all’inizio, e ora la palla passa ai Friedkin: sarà un’estate decisiva, poiché Gasperini si aspetta investimenti. La Champions League è solo un punto di partenza.

