Alessandro Florenzi, figura chiave nello Scudetto del Milan sotto la guida di Stefano Pioli, ha condiviso la sua prospettiva sul difficile momento che sta attraversando la squadra rossonera. L’ex difensore, ritiratosi al termine della scorsa stagione, ha espresso le sue considerazioni a “Repubblica”, analizzando diversi aspetti del club.
Il Calo Inspiegabile del Milan
Riguardo al calo di rendimento del Milan nel girone di ritorno, Florenzi ha dichiarato: “È difficile spiegare perché sia successo. San Siro può diventare il dodicesimo uomo, ma non è semplice giocare lì. Servono giocatori di personalità e un gruppo unito”. Ha poi affrontato il tema dell’attuale turbolenza societaria, segnata dai recenti cambiamenti ai vertici dirigenziali e dal coinvolgimento diretto del patron Gerry Cardinale e di Zlatan Ibrahimovic.
Ibrahimovic e il Confronto con Maldini
Nell’intervista, Florenzi ha sottolineato l’importanza di chiarire il ruolo di Zlatan Ibrahimovic all’interno della società: “Innanzitutto bisogna capire quale è il ruolo di Zlatan, quello che gli si chiede. Dopodiché uno che ha fatto calcio a quei livelli sa come si sta in campo, come si sta in un gruppo, come si può creare qualcosa di bello e vincente.” Ha aggiunto che solo il tempo potrà dire se questa scelta sarà quella giusta, poiché nel calcio la memoria è breve e sono i risultati sul campo a parlare. Rivolgendosi ai tifosi che invocano il ritorno di Maldini, Florenzi ha affermato: “Secondo lei, se nel 2022 non avessimo vinto lo scudetto le persone avrebbero avuto la stessa opinione del Paolo dirigente? Per me è un illuminato anche in quella veste, uno come Sabatini e Leonardo.” Ha concluso dicendo che, sebbene non gli piaccia, sono i risultati a determinare il giudizio, ma ha anche valorizzato l’impatto che si lascia nelle persone, citando allenatori che, pur senza vittorie, gli hanno insegnato molto.
Alessandro Florenzi è stato un pezzo importante del Milan dell’ultimo Scudetto sotto la gestione di Stefano Pioli. Elemento di spessore anche nelle dinamiche interne dello spogliatoio, l’ex calciatore anche di Roma e Paris Saint-Germain (ritiratosi al termine della passata stagione) ha affrontato sulle pagine di Repubblica il complicato momento della formazione rossonera.
Il Milan ha avuto un calo nel girone di ritorno, è difficile spiegare perché è successo. San Siro sa diventare il dodicesimo uomo, ma non è semplice giocare lì. Servono giocatori di personalità e un gruppo unito“, dichiara l’ex difensore. Che poi si esprime in maniera molto chiara sull’attuale caos societario dopo i licenziamenti dell’ad Giorgio Furlani, del dt Geoffrey Cardinale e del ds Igli Tare (oltre a quello di Allegri come allenatore), col coinvolgimento in prima persona del patron Gerry Cardinale e del suo braccio destro Zlatan Ibrahimovic.
Sull’argomento, Alessandro Florenzi si esprime così nell’intervista a Repubblica: “Innanzitutto bisogna capire quale è il ruolo di Zlatan, quello che gli si chiede. Dopodiché uno che ha fatto calcio a quei livelli sa come si sta in campo, come si sta in un gruppo, come si può creare qualcosa di bello e vincente. Se è la scelta corretta lo dirà solo il tempo. In questo mondo non c’è memoria: quello che è successo ieri, domani viene dimenticato. Il prato verde dà le risposte. I tifosi rivogliono Maldini in società? Secondo lei, se nel 2022 non avessimo vinto lo scudetto le persone avrebbero avuto la stessa opinione del Paolo dirigente? Per me è un illuminato anche in quella veste, uno come Sabatini e Leonardo. Però funziona così: i risultati ti dicono se sei giusto oppure no, nonostante questa cosa non mi piaccia. Conta quello che lasci nelle persone con cui ti confronti. Ci sono allenatori che mi hanno lasciato tanto, pure se alla fine non abbiamo vinto niente”.

