Lo sport italiano piange la scomparsa di Alex Zanardi, ex pilota di Formula 1 e campione paralimpico, spentosi all’età di 59 anni. La sua vita è stata segnata da una profonda passione per l’automobilismo e da una straordinaria capacità di rialzarsi dopo un terribile incidente.
Alex Zanardi, bolognese di nascita, ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama sportivo italiano. Con 44 gare disputate in Formula 1 e un palmarès di quattro medaglie d’oro e due d’argento ai Giochi Paralimpici di Londra 2012 e Rio de Janeiro 2016, Zanardi è diventato un simbolo di coraggio e determinazione.
Dopo l’incidente del 2001, che gli costò l’amputazione di entrambe le gambe, Zanardi trovò una nuova vita nel paraciclismo, emergendo come un’icona di forza d’animo e resilienza per un’intera generazione.
Nel 2020, un altro drammatico incidente durante una gara di beneficenza in handbike, vicino a Pienza, lo portò a subire complessi interventi chirurgici. Nonostante le complicazioni che lo videro ricoverato a lungo, la sua lotta è stata esempio di tenacia.
Oggi, il mondo dello sport italiano si stringe nel dolore per la perdita di Alex Zanardi.
Il commosso annuncio della famiglia
La famiglia di Alex Zanardi ha comunicato con “profondo dolore” la sua scomparsa, avvenuta improvvisamente nella serata del 1° maggio. “Alex si è spento serenamente, circondato dall’affetto dei suoi cari”, si legge nella nota, che ringrazia quanti stanno esprimendo vicinanza e chiede rispetto della privacy in questo momento di lutto.
Vita e carriera di un campione
Nato a Bologna nel 1966, Alex Zanardi crebbe in un ambiente modesto, sviluppando fin da giovanissimo una passione per l’automobilismo e la Formula 1. Dopo i primi passi nel kart, iniziò a competere negli anni ’80, debuttando nella Formula 3 italiana nel 1988. Il salto in Formula 1 avvenne nel 1991 con la scuderia Jordan, seguito da stagioni con Minardi e Lotus, collezionando un sesto posto come miglior risultato e disputando un totale di 44 Gran Premi.
Il 2001 segnò una svolta drammatica con l’incidente che gli cambiò la vita, portando all’amputazione delle gambe. Nonostante la gravità dell’evento, la sua voglia di sport non venne meno. Dopo una lunga riabilitazione, Zanardi tornò a competere nelle categorie Gran Turismo e WTCC, per poi abbracciare una seconda carriera negli sport paralimpici, eccellendo nell’handbike.
Il suo debutto nel 2007 alla maratona di New York, chiusa al quarto posto, fu solo l’inizio di una serie di successi: campione italiano su strada nel 2010, vincitore della maratona di New York nel 2011. Le Olimpiadi Paralimpiche videro il suo trionfo con tre medaglie a Londra 2012 (due ori, un argento) e altrettante a Rio 2016 (due ori, un argento).
Un nuovo incidente nel giugno 2020, durante una staffetta benefica, richiese complessi interventi chirurgici e un lungo ricovero ospedaliero. Dopo un anno e mezzo, nel dicembre 2021, poté fare ritorno a casa, dove ha vissuto gli ultimi anni circondato dall’affetto della moglie Daniela e del figlio Niccolò.
