Il direttore dell’area tecnica del Lecce difende il club dalle critiche riguardanti l’utilizzo di giocatori italiani e stranieri.
L’accusa al Lecce di essere un esempio negativo per il calcio italiano a causa dell’elevato numero di stranieri nella squadra Primavera non trova d’accordo Pantaleo Corvino.
Il direttore dell’area tecnica giallorossa ha rilasciato dichiarazioni a Il Corriere dello Sport in vista della sfida contro la Fiorentina, valida per la 33ª giornata di Serie A.
Nelle sue dichiarazioni, Corvino ha anche toccato il tema della crisi della Nazionale italiana, che ha mancato la qualificazione ai Mondiali per tre edizioni consecutive. Il Lecce è stato criticato, considerato un modello negativo per via dei tanti stranieri nella sua Primavera, campione d’Italia nel 2023 con una rosa interamente composta da giocatori stranieri, e più in generale nel settore giovanile.
“Attaccare il Lecce non fa onore a nessuno”
Corvino respinge fermamente tutte le accuse:
“Sarò sincero e voglio urlarlo per l’ultima volta: non fa onore a nessuno trovare nel Lecce, nel momento storico che il calcio italiano sta attraversando, un esempio negativo. Come responsabile dell’area tecnica, quando devi costruire per trasformare le migliori potenzialità in qualità, diventa necessario cercarle dove si trovano, anche lontano: questo se ne trovi pochissime nel tuo territorio e non te lo puoi permettere economicamente in Italia.”
“Questo modello è una necessità”
Corvino sottolinea come per il Lecce questo modello rappresenti un obbligo di sostenibilità:
“Come si fa a non capire che per club come il nostro tutto questo è una necessità, che diventa l’unica condizione e si trasforma anche in virtù? Tutto questo non è facile, ci vuole coraggio, ma è l’unica strada per sforzarsi di portare più risorse tecniche possibili in prima squadra, sperando che si trasformino anche in risorse economiche. E questo ti consente allo stesso tempo di mantenere la Primavera 1 di Serie A e competere contro i club più blasonati. Il Lecce rimane sempre nelle regole. Se poi uno va a vedere la nostra storia, con me responsabile dell’area tecnica, si renderà conto che dalla Primavera sono venuti fuori scudetti e risorse tecniche con ragazzi italiani come Miccoli, Pellé, Rosati, Rullo, quando ho potuto cercarli e trovarli.”
Le cause della crisi azzurra
Corvino non accetta le analisi semplicistiche sulla crisi azzurra che individuano colpevoli facili:
“Non voglio fare il professore. Pensiamo veramente che gli insuccessi della Nazionale siano responsabilità dei presidenti federali o dei ct? Avete visto chi è stato chiamato a guidare l’Italia in panchina dopo gli insuccessi? Allenatori che avevano fatto bene nei club. Pensiamo che Gravina o chi lo ha preceduto sia davvero non all’altezza? Gravina è partito dal marciapiede del calcio e ha scalato tutte le categorie. Coverciano funziona. Abbiamo vinto quattro Mondiali e le strutture di allora non erano superiori rispetto a quelle di adesso.”
Per il direttore dell’area tecnica del Lecce, è necessario avere una prospettiva più ampia: “Dunque le ragioni saranno altre e andranno valutate bene. Forse la colpa è di un sistema strutturale che si fa fatica a cambiare. E non si cambia sparlando in tutte le sedi, anche chi non avrebbe alcun titolo: ma sedendoci a un tavolo o più tavoli per il bene della Nazionale.”
Mercato
Corvino rimanda il discorso mercato, dato il “mese di fuoco” che attende il Lecce. Tuttavia, nomina due giocatori: il migliore della stagione del Lecce e l’acquisto più azzeccato:
“Falcone, per quello che fa da anni meriterebbe una top. Sul secondo ti direi Tiago Gabriel.”

