Federico Cherubini, nuovo amministratore delegato del Parma Calcio dal gennaio 2025, condivide le sue visioni per il futuro del club emiliano, ripercorrendo anche le sue esperienze passate, inclusa una lunga carriera dirigenziale alla Juventus. La sua ripartenza a Parma è avvenuta in un momento cruciale per la famiglia Krause, con l’obiettivo primario di mantenere la Serie A e proseguire la crescita del club.
Il percorso professionale
Cherubini ha raccontato del suo inizio nel mondo del calcio, passando da giocatore a dirigente. La sua carriera lo ha portato a ricoprire diversi ruoli alla Juventus, dal settore giovanile alla gestione dei prestiti, fino a supportare e poi sostituire Fabio Paratici nell’area sportiva. A Parma, nel ruolo di CEO, ha l’opportunità di ampliare il suo raggio di responsabilità, avendo una visione più completa del club.
Parma e la proprietà Krause
Ha sottolineato l’importanza del Parma Calcio fin dal suo arrivo, evidenziando come il club, pur avendo dimensioni diverse dalla Juventus, conservi un’aura legata al suo glorioso passato e un potenziale per il futuro. Cherubini si dice fiducioso riguardo alla proprietà Krause, definendola una famiglia che sta apportando investimenti significativi, una caratteristica sempre più rara nel calcio moderno.
Il Parma come club “venditore” e l’equilibrio di bilancio
Cherubini ha spiegato che la famiglia Krause ha permesso al Parma di mantenersi su determinati livelli, anche dopo la retrocessione e tre anni difficili in Serie B. Grazie al ritorno in Serie A e alla salvezza ottenuta, il club è riuscito a riequilibrare i conti, raggiungendo approssimativamente il pareggio di bilancio, principalmente attraverso il “player trading”. Cherubini è orgoglioso del lavoro del suo team per migliorare ricavi e costi ordinari, sottolineando che i buoni risultati di bilancio dipendono dall’efficacia del commercio di giocatori, ma anche da una gestione oculata di tutte le aree operative.
Lo stadio Tardini e i futuri sviluppi
Riguardo allo stadio Tardini, Cherubini ha evidenziato gli sforzi per creare nuovi spazi per l’hospitality e ha confermato l’obiettivo del club di dotarsi di un impianto più funzionale e moderno. Sebbene le modalità e le tempistiche per un nuovo stadio siano ancora da definire, l’intenzione è di migliorare le infrastrutture esistenti, possibilmente rimanendo al Tardini. Guardando oltre il calcio giocato, Cherubini ritiene fondamentale esplorare nuove fonti di ricavo per incidere significativamente sul bilancio del club.
La cessione di Chivu all’Inter
Cherubini ha descritto la trattativa per la cessione di Chivu all’Inter come un processo corretto e trasparente da entrambe le parti. Ha spiegato che, formalmente, Chivu era libero perché il club aveva un’opzione da esercitare. Tuttavia, dopo aver valutato la situazione con il giocatore, si decise di non esercitare l’opzione per evitare di creare un vincolo da dover poi rompere. L’opportunità di trasferimento all’Inter si è quindi concretizzata in modo naturale.
Serie A a 18 o 20 squadre
Cherubini riconosce la divisione tra i club di Serie A su questo tema, definendolo un contrasto strutturale. Sottolinea la necessità di ragionare a livello di sistema, non solo nell’interesse delle grandi squadre. Per il Parma, che mira a consolidare la propria presenza in Serie A, un campionato a 20 squadre offre maggiori opportunità.
Il caso plusvalenze: una ferita ancora aperta
Riguardo al caso plusvalenze alla Juventus, Cherubini ha mantenuto il silenzio per rispetto delle istituzioni sportive, pur non condividendo quanto accaduto. Nonostante il silenzio dal punto di vista giuridico e tecnico, ammette che umanamente si tratta di una ferita profonda per lui e per tutti coloro che l’hanno vissuta, andando oltre gli aspetti professionali e coinvolgendo anche le famiglie. Questa esperienza lo porta a riflettere su vicende simili che accadono ad altri nel mondo dello sport. Cherubini esprime perplessità sulla velocità con cui le persone vengono coinvolte in “tritacarne” mediatici e giudiziari, sia nello sport che nella giustizia ordinaria, soprattutto quando si tratta di questioni che possono influenzare milioni di persone.

