Solo pochi giorni fa, l’Inghilterra parlava di un Arsenal “bottled” (che non è riuscito a concretizzare), con meme che circolavano ovunque. In appena 48 ore, una stagione che rischiava di essere uno psicodramma si è trasformata in un’annata che potrebbe fare la storia.
Se Jim Carrey ha vissuto una settimana da Dio nel celebre film, a Mikel Arteta sono bastate 48 ore per ribaltare la traiettoria del suo Arsenal, passando da un potenziale psicodramma a una stagione da record.
Con la vittoria per 1-0 sull’Atletico Madrid, l’allenatore spagnolo ha raggiunto un traguardo che i Gunners non vedevano da 20 anni. Tuttavia, paradossalmente, la finale di Champions League conquistata sul campo non è la notizia più entusiasmante di queste ore.
Una Champions League da record
La semifinale di ritorno contro l’Atletico Madrid va ben oltre il punteggio finale di 1-0. L’Arsenal ha disputato una partita quasi perfetta, neutralizzando le temibili punte dei Colchoneros, che avevano eliminato il Barcellona, e scrivendo un percorso di avvicinamento alla finale che è già di per sé storico.
I Gunners sono arrivati all’evento finale imbattuti, con 3 pareggi e 11 vittorie nelle 14 partite disputate. Soprattutto, hanno segnato 29 gol e ne hanno subiti solo 6, di cui 3 nelle ultime due partite del super-girone contro Inter e Qairat Almaty, quando erano già qualificati agli ottavi.
In finale dopo 20 anni
Per l’Arsenal si tratta della seconda finale di Champions League della propria storia. Quella di Budapest, in programma il prossimo 30 giugno, arriverà esattamente 20 anni dopo la finale del 2005/2006 giocata allo Stade de France contro il Barcellona di Eto’o e Ronaldinho (persa 2-1, con gol di Campbell per l’Arsenal, Eto’o e Belletti per il Barcellona). Un’occasione di riscatto che già di per sé proietterebbe Arteta nell’Olimpo del club, anche se dovrà affrontare la vincente tra Paris Saint-Germain e Bayern Monaco, considerate le favorite.
Il regalo di Guardiola
Eppure, come detto, la qualificazione alla finale non è stata la notizia più importante di queste incredibili 48 ore per i tifosi biancorossi. Nella serata di lunedì, infatti, è arrivato dalla sponda blu di Liverpool l’inaspettato pareggio per 3-3 dell’Everton, che è riuscito a fermare il Manchester City di Pep Guardiola.
Un regalo dei Citizens, un pareggio che profuma di sconfitta e che riapre completamente la corsa al titolo in Premier League per l’Arsenal, tornato padrone del proprio destino nella lotta per vincere un campionato che manca dalla stagione 2003/2004 con Wenger in panchina e Henry in attacco. Il Manchester City ha ancora 4 partite da giocare e l’Arsenal 3, ma con 5 punti di vantaggio, i Gunners sono di nuovo padroni del proprio destino.
Da psicodramma a possibile doppietta
E così, in 48 ore, Arteta ha visto trasformarsi la possibilità di una stagione da autentico psicodramma (dominio in Champions e un enorme vantaggio in campionato dilapidato) in un’annata che potrebbe addirittura entrare nella storia assoluta del club.
La vittoria della Premier League (22 anni dopo) e la conquista della Champions League per la prima volta nella sua storia consegnerebbero l’allenatore spagnolo nell’Olimpo non solo del club londinese, ma anche del calcio. Gli ultimi capitoli sono tutti da scrivere, ma le vele sono spiegate, pronte a navigare “Over land and sea”.
