Ecco le pagelle dettagliate di Verona-Fiorentina. Nonostante il dominio del Verona, è stata la Fiorentina a portare a casa la vittoria. Paolo Vanoli riesce a sollevare la sua squadra dalla zona retrocessione, ma le criticità restano evidenti. Sammarco, dal canto suo, può essere fiero dell’impegno dei suoi ragazzi, anche se la retrocessione in Serie B sembra ormai un dato di fatto.
VERONA
MONTIPÒ 6: Il portiere viene salvato dalla traversa sul potente destro di Fagioli, che però lo supera in seguito con l’unica conclusione a segno degli avversari.
NELSSON 6: Il meno impegnato dei difensori, complice una fascia dove Gudmundsson e Gosens non creano pericoli significativi. (Dal 90′ MOSQUERA SV)
EDMUNDSSON 6: Protagonista di buoni duelli con Kean. Il difensore del Verona, classe 2000, si dimostra un leader attento e solido, mantenendo l’equilibrio della squadra.
FRESE 6,5: Anticipa spesso Moise Kean e si distingue per la sua abilità nel far ripartire l’azione palla al piede, respingendo efficacemente gli assalti avversari.
OYEGOKE 5,5: Poco coinvolto nel gioco. Un suo bel cross sfiora l’incrocio, ma il gioco del Verona si sviluppa prevalentemente sull’altra fascia, lasciando il classe 2003 con pochi palloni giocabili. (Dal 75′ BRADARIC SV)
AKPA AKPRO 6: Al centro delle azioni più insidiose del Verona. Gestisce il possesso con calma e precisione, dimostrandosi affidabile nella costruzione del gioco affidatagli da Sammarco.
GAGLIARDINI 6: Una partita caratterizzata da molto lavoro oscuro. Ammonito presto, gestisce il rischio di espulsione. Si impone nei numerosi contrasti, contribuendo al dominio del centrocampo veronese nel primo tempo.
BERNEDE 6,5: Il vero motore di un Verona combattivo che non si arrende mai. Incarna lo spirito dell’Hellas: grande sforzo e determinazione, seppur con alcune lacune tecniche. Abile nell’infiltrarsi negli spazi lasciati dalla difesa viola. (Dal 75′ SUSLOV 4,5: Protagonista di un alterco con Gudmundsson, mostrando un comportamento inspiegabile)
BELGHALI 6,5: Dominatore sulla fascia sinistra, crea costanti problemi a un Comuzzo adattato. Il Verona si affida alle sue iniziative per pungere la Fiorentina. Un vero incubo per gli avversari, il migliore tra i suoi.
BOWIE 5,5: Spreca malamente due nitide occasioni. Lo scozzese ha sicuramente un futuro promettente, come dimostrato dal gol contro il Bologna, ma in questa partita la difesa viola ha avuto vita facile grazie ai suoi errori sotto porta.
ORBAN 5,5: Molto attivo verbalmente, ma spreca una buona occasione calciando addosso a De Gea. L’attaccante del Verona appare un misto di nervosismo e impazienza. Corre molto ma senza offrire punti di riferimento concreti ai compagni. L’intesa con Bowie necessita di miglioramenti. (Dal 66′ SARR 5: Poco incisivo rispetto al compagno che ha sostituito)
SAMMARCO 6: Il suo Verona dimostra di non voler chiudere all’ultimo posto, e con una prestazione del genere lo eviterà. Un dominio complessivo che, tuttavia, non si concretizza in risultati, un triste leitmotiv di stagioni passate. Sammarco ha comunque buone basi su cui lavorare per il prosieguo del campionato.
FIORENTINA
DE GEA 7: Nonostante alcune uscite meno precise, si esibisce in una parata superba sul primo palo contro Bernede e si trasforma in un muro invalicabile su Orban, mantenendo in vita la Fiorentina. Un vero e proprio duello vinto: De Gea 1, Verona 0.
COMUZZO 5,5: Data l’emergenza di Vanoli, Comuzzo viene schierato terzino, ma dimostra di non essere adatto al ruolo. Stazionario, senza spinta offensiva e con una difesa incostante. Apprezzabile lo spirito di sacrificio di un giocatore fuori posizione. (Dal 89′ RUGANI SV)
PONGRACIC 6: Regge bene il confronto con Bowie, ma quando la Fiorentina cala di intensità, anche lui commette errori. Ringrazi De Gea per aver salvato un pallone rischioso regalato all’attaccante scozzese.
RANIERI 5,5: Sembra solo osservare gli attaccanti del Verona scambiare palloni al limite dell’area. Spesso fuori posizione sui cross aerei. L’ex capitano viola appare disorientato.
GOSENS 6: Inizia con un cross pericoloso, poi si limita a una passeggiata per il Bentegodi. La mancanza di idee è evidente nei suoi lunghi lanci. Si guadagna la sufficienza grazie a un intervento cruciale su Oyegoke. (Dal 75′ BALBO SV)
NDOUR 5,5: Una battuta d’arresto per il giovane talento dopo un marzo brillante. Soffre la pressione del Verona, commettendo numerosi errori tecnici. Non all’altezza delle prestazioni mostrate con l’Italia Under 21.
FAGIOLI 7,5: L’unico vero faro della Fiorentina. In un periodo complicato per il calcio italiano, questo centrocampista sta letteralmente trascinando la sua squadra. Un talento da cui la Nazionale dovrebbe ripartire. Diffidato, sarà assente contro la Lazio. (Dal 89′ BRESCIANINI SV)
FABBIAN 5: La sua incidenza nel match si limita a 5 minuti, e questa si rivela essere la sua migliore prestazione da quando è approdato a Firenze, un dato che dice molto sul suo scarso impatto. (Dal 58′ PICCOLI: Entra per fare coppia con Kean, ma non tocca un pallone. La Fiorentina, pur con due punte, non riesce a costruire un’azione significativa)
HARRISON 5: Una prestazione insufficiente, ancora peggiore quando schierato sulla destra. Perde la maggior parte dei duelli e non riesce mai a superare l’uomo. Si rivela un punto debole, ignorato anche dai compagni.
KEAN 4,5: Dopo una settimana di discussioni sul suo stato psicologico, il giocatore appare irriconoscibile, come se fosse stato travolto. Invisibile in campo e claudicante dopo gli errori. La sua presenza in queste condizioni è un mistero. Il vero Kean sembra essere rimasto altrove. (Dal 75′ FAZZINI SV)
GUDMUNDSSON 5: Nel primo tempo è una presenza confusa e frenetica, con molte iniziative ma prive di logica. Vanoli lo richiama più volte per chiedere maggiore coraggio, ma l’islandese scompare completamente dal campo. Un’espulsione discutibile lo escluderà dalla partita contro la Lazio.
VANOLI 6: Nonostante la prestazione sconcertante della sua Fiorentina, il risultato finale prevale su tutto. Questa vittoria ridà slancio alla squadra, permettendole di respirare, ma i problemi strutturali persistono. Resta da vedere se Vanoli sarà in grado di gestire un caso spinoso come quello di Moise Kean. Solo il tempo darà il verdetto finale.

