Gio. Mar 12th, 2026

Trezeguet rivela i retroscena: “Lippi mi voleva all’Inter, Moggi al Barcellona”

L’ex attaccante francese David Trezeguet si racconta, condividendo dettagli inediti sul suo glorioso passato in maglia bianconera. Un percorso durato dieci anni, costellato di successi e decisioni difficili.

Trezeguet, ancora oggi il goleador straniero più prolifico nella storia della Juventus, sottolinea l’importanza di una lezione fondamentale imparata a Torino: “Alla Juventus conta solo vincere. E per un attaccante, contano solo i gol e la vittoria”. Svela poi un curioso episodio dei suoi inizi: “Dopo appena un anno, Marcello Lippi voleva cedermi all’Inter in cambio di Vieri. Si ricredette e in seguito apprezzò il mio valore. Alla fine sono rimasto per dieci stagioni, un fatto non comune nel calcio moderno”.

Attualmente impegnato nel marketing e nelle sponsorizzazioni al River Plate, Trezeguet esprime il desiderio di organizzare un’amichevole tra il club argentino e la Juventus, per celebrare i trent’anni dalla sfida Intercontinentale tra le due squadre.

I momenti chiave: Moggi, Capello e il dilemma del rinnovo

L’attaccante ricorda il 2004 come il periodo più critico della sua avventura juventina. “Non riuscivo a trovare un accordo per il rinnovo del contratto”, spiega. “Luciano Moggi giustamente tutelava gli interessi del club. Però io tenevo a mente le sue parole al momento della firma nel 2000: ‘Il centravanti della Juve deve segnare per guadagnare’. Quando raggiunsi i cento gol, chiesi un aumento”. Fu in quel frangente che Moggi valutò seriamente l’idea di venderlo al Barcellona. “Fu decisivo l’intervento di Fabio Capello”, prosegue Trezeguet. “Mi chiamò chiedendomi di restare, pur essendo ancora un allenatore della Roma in quel momento. Non mi fidavo pienamente, ma alla fine andò tutto per il meglio”. Con quella squadra fortissima, Trezeguet credeva fosse più semplice vincere la Champions League, ma nel 2006 fu il Barça a trionfare.

La scelta di restare in Serie B

Parlando del post-Calciopoli, Trezeguet è categorico: “Pentito? Assolutamente no. Sono orgoglioso di essere sceso in Serie B con la Juve. Calcisticamente ho perso un anno, ma ho guadagnato l’amore incondizionato dei tifosi e della società: questo vale molto di più”. Descrive l’esperienza in cadetteria come surreale: “In Serie B era tutto strano; ogni partita contro di noi era una festa nazionale per gli avversari”.

L’arrivo a Torino: i consigli dei campioni

Riguardo al suo approdo alla Juventus, Trezeguet rivela di aver ricevuto preziosi consigli da campioni del calibro di Zidane e Deschamps, suoi compagni di squadra nella Francia campione del mondo. “Mi suggerirono entrambi di raggiungerli a Torino. Anche Michel Platini mi chiamò prima che firmassi. Mi dissero tutti la stessa cosa: ‘David, qui sarai giudicato solo in base ai tuoi gol'”. Dopo i successi con il Monaco, Trezeguet sentiva il bisogno di una sfida così stimolante. “Zizou mi aiutò moltissimo all’inizio, portandomi sempre a mangiare nel suo ristorante preferito sulle colline torinesi”, conclude.

By Federico Santoro

Federico Santoro, dal cuore di Roma, trasforma ogni evento sportivo in una narrazione avvincente. La sua voce distintiva nel racconto delle partite di basket e calcio ha creato uno stile unico nel panorama giornalistico italiano. Le sue analisi tattiche sono apprezzate sia dagli appassionati che dai professionisti del settore.

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