Il Tottenham subisce un’altra pesante sconfitta, e la posizione dell’allenatore Igor Tudor è nuovamente sotto esame. La panchina del tecnico croato scricchiola dopo l’ennesimo risultato negativo.
La netta sconfitta per 5-2 contro l’Atletico Madrid nell’andata degli ottavi di UEFA Champions League in Spagna non è l’unico motivo di preoccupazione. Le scelte di Tudor, in particolare quella di schierare Antonin Kinsky al posto di Guglielmo Vicario, hanno generato polemiche. Kinsky, portiere ceco, ha commesso due errori evidenti ed è stato sostituito dopo soli 15 minuti, proprio da Vicario.
Nonostante il rischio esonero, Tudor ha dichiarato a Sky Sport nel post-partita di sentirsi ancora la persona adatta per guidare gli Spurs, fornendo una spiegazione sull’incidente che ha coinvolto Kinsky.
La scelta di Kinsky al posto di Vicario
Riguardo la scelta di Kinsky, il tecnico ha affermato: “Era la scelta giusta, è un portiere di valore. Quello che è accaduto non ha spiegazione, è una situazione che non ho mai visto. Sostituirlo dopo venti minuti è stato un gesto per aiutarlo in un momento bruttissimo. Sembra che ogni cosa vada contro di noi, è inspiegabile.”
Ha poi aggiunto: “Il mio obiettivo era preservarlo e lui ha capito, ma è un peccato che sia successo in una partita così importante”.
Tudor si sente ancora l’uomo giusto per risollevare il Tottenham?
Interrogato sulla sua capacità di risollevare la squadra, Tudor ha risposto con fermezza: “Mi sento sempre l’uomo giusto. Tuttavia, le problematiche sono complesse e difficili da spiegare apertamente e in così poco tempo. È una situazione rara, ma dobbiamo mantenere la calma e proseguire. Oggi l’Atletico era troppo forte per noi; gli errori difensivi si pagano e abbiamo praticamente regalato tre gol. La partita è andata così”.
Problemi nel club: cosa si intende?
Riguardo le “problematiche interne al club” menzionate da altri allenatori, Tudor ha preferito non entrare nei dettagli: “Non se ne parla, si risolvono internamente. Ogni situazione è unica, tra stagioni, difficoltà e infortuni. Quella di oggi era una circostanza particolare, non c’è altro da commentare. I ragazzi, in un momento di fragilità, non si sentono forti e dobbiamo lavorare anche su questo aspetto”.

