Sab. Mar 28th, 2026

Stefano Fiore Rivela: “Il Mondiale perso per Ranieri” e l’Aneddoto Indimenticabile con Stam a Formello

L’ex centrocampista Stefano Fiore nutre un profondo rimpianto per non aver preso parte ai Mondiali del 2006, un’assenza che attribuisce a problematiche con l’allenatore Claudio Ranieri. A distanza di vent’anni dalla vittoria dell’Italia, Fiore riflette con amarezza sulla sua mancata partecipazione, pur essendo all’epoca parte del giro della Nazionale sotto la guida di Marcello Lippi. “Era probabilmente l’anno cruciale della mia carriera,” confida Fiore, “ma le divergenze con Ranieri al Valencia mi hanno precluso la strada verso la Nazionale e, di conseguenza, il Mondiale 2006.” Spiega come Ranieri lo avesse fortemente voluto in Spagna, per poi relegarlo in panchina. Attualmente, dopo esperienze nello staff tecnico di Massimo Oddo, Fiore è alla ricerca di un nuovo progetto stimolante, mentre nel frattempo ripercorre la sua ricca carriera, costellata di episodi e curiosità.

L’Impatto con il Parma dei Campioni a 18 Anni

Ricordando i suoi diciotto anni e l’ingresso nello spogliatoio del Parma, popolato da figure come Zola, Sensini, Bucci e Dino Baggio, Stefano Fiore definisce quell’esperienza come la “più grande sliding door” della sua carriera. Originariamente destinato a un altro anno in prestito al Cosenza dopo l’acquisto, si ritrovò invece in un contesto incredibile, vissuto “senza alcuna pressione, quasi fosse un dono inaspettato.”

I Balli Spontanei di Faustino Asprilla

Rievocando la figura di Faustino Asprilla, Fiore ne descrive il carattere esuberante: “I suoi balletti erano un vero divertimento,” racconta. “Rendeva ogni istante allegro con musica sudamericana e barzellette. E non era solo: ricordo che Crippa, ad esempio, era sempre il primo a unirsi a lui.”

Carlo Ancelotti ai Primi Anni da Tecnico

Stefano Fiore traccia un ritratto di Carlo Ancelotti agli inizi della sua carriera da allenatore: “Era già molto amato da tutti, proprio come lo è ora,” afferma. “Inizialmente, etichettato come ‘sacchi-ano’, era molto rigido nel suo 4-4-2, privo di fantasisti. Con il tempo, però, ha evoluto il suo approccio, comprendendo l’importanza cruciale dei singoli giocatori.”

Le Difficoltà con gli Allenatori: Ranieri in Prima Fila

Quando gli viene chiesto dell’allenatore con cui ha avuto maggiori incomprensioni, Fiore cita due nomi: “A livello tattico, con Zaccheroni alla Lazio non si è creata la giusta sintonia. Ma l’allenatore con cui ho avuto i problemi più seri è stato senza dubbio Claudio Ranieri, durante la mia esperienza al Valencia.”

Il Retroscena del Conflitto con Ranieri

Fiore svela i dettagli del contrasto con Ranieri: “Mi aveva voluto specificamente per il ruolo di trequartista, in sostituzione di un giocatore che avrebbe dovuto lasciare la squadra. Poi, quando quel giocatore rimase, Ranieri decise di impiegarmi sulla fascia destra, una posizione dove, a mio parere, c’erano già elementi più qualificati di me.”

La Leadership a Padova a Venti Anni

A soli vent’anni, Fiore ricorda di aver assunto un ruolo di leader nello spogliatoio del Padova, in un momento di grande difficoltà. “Fu una decisione che, paradossalmente, non mi avvantaggiò, anzi, finii per giocare ancora meno,” spiega. “In quel periodo ero anche impegnato con il servizio militare e spesso assente. La squadra attraversava una fase critica e, durante le discussioni, nessuno dei giocatori di maggiore esperienza si assumeva la responsabilità. Così, pur essendo in prestito e teoricamente meno coinvolto, fui io a farmi avanti.”

L’Amicizia Duratura con Giannichedda

Per Stefano Fiore, l’amico più fidato nel mondo del calcio è Giuliano Giannichedda. “Abbiamo condiviso le esperienze a Udine e poi alla Lazio,” racconta, “e ancora oggi siamo vicini di casa qui a Roma.”

Diego Simeone: Il “Commentatore” in Campo

Descrivendo il compagno di squadra più “fastidioso”, Fiore non esita a indicare Diego “Cholo” Simeone: “In campo parlava talmente tanto da sembrare un telecronista,” ricorda sorridendo. “Lo si sentiva costantemente dispensare consigli a tutti. Questa sua peculiarità l’ha mantenuta anche come allenatore: basta notare come non stia mai fermo in panchina.”

Il Valencia: Una Scelta che Non Rifarebbe

Alla domanda se ci fosse una squadra per la quale non firmerebbe oggi, Fiore risponde senza esitazioni: “Il Valencia.” Ammette, tuttavia, che al momento di accettare la proposta, era convinto che sarebbe stata un’esperienza fondamentale. “Accettai perché le premesse erano diverse: Ranieri mi aveva offerto un ruolo da trequartista, per poi riposizionarmi sulla fascia destra.”

Il Rimpianto Dominante: Il Mondiale del 2006

Il rammarico più grande nella carriera di Stefano Fiore rimane il Mondiale del 2006. “L’anno precedente ero al culmine della mia forma,” spiega, “e proprio a causa della sfortunata parentesi al Valencia, persi l’opportunità di vestire la maglia della Nazionale in quell’occasione. A volte ci penso ancora con nostalgia…”

L’Approdo alla Lazio nell’Estate del 2001

Ripercorrendo il suo trasferimento alla Lazio nell’estate del 2001, Fiore rivela un retroscena: “In seguito, Marcello Lippi mi confessò che anche la Juventus mi aveva cercato. Tuttavia, i Pozzo decisero di concludere l’accordo con Cragnotti, che acquisì sia me che Giannichedda.”

La Difficile Transizione da Udine a Roma

Il passaggio da Udine a Roma si rivelò complesso per Fiore. “Fu un impatto impegnativo, avendo sempre vissuto in realtà più piccole,” spiega. “In più, l’inizio di stagione fu ostico, con i tifosi che ci contestavano. Ho patito molto, scendendo in campo senza la necessaria serenità, e questo stato d’animo finì per influire negativamente sulle mie prestazioni.”

Sinisa Mihajlovic: Un Carattere Indimenticabile

Parlando di Sinisa Mihajlovic, Fiore lo descrive come una “personalità grandiosa, la più incredibile che abbia mai incontrato.” Aggiunge che questa sua forte identità si manifestava anche nel modo di vestire: “Il suo abbigliamento nello spogliatoio, però, non era esattamente apprezzato da tutti,” chiosa scherzosamente.

Un Aneddoto Divertente con Mihajlovic

Un episodio divertente che Fiore ricorda con Mihajlovic coinvolge una serie di scherzi: “Prima e dopo le sedute di allenamento, Sinisa si concedeva lunghi massaggi. Noi ne approfittavamo per nascondergli tutti i vestiti. Immaginate la sua furia al ritorno negli spogliatoi,” racconta ridendo. “I responsabili, ovviamente, si assicuravano di sparire prima del suo rientro.”

Mihajlovic, Stam e Couto: Tre Personalità Forti

Riflettendo sulle personalità “cattive” in squadra tra Mihajlovic e Stam, Fiore aggiunge subito Fernando Couto: “Dimenticate anche Fernando Couto; se si fosse trattato di venire alle mani, eravamo ben equipaggiati,” ironizza. “Erano tutti grandi difensori con personalità distinte, con le quali era preferibile non litigare. Stam, in particolare, aveva un atteggiamento molto professionale e poco propenso agli scherzi; un aspetto che ho imparato a mie spese.”

L’Episodio di Stam e le Piante di Formello

Fiore narra l’episodio che gli fece capire la serietà di Stam: “Un giorno lo stavo canzonando per il suo italiano un po’ stentato. Dopo averlo imitato, mi prese sulle sue spalle, come un lottatore, e mi ‘lanciò’ tra le piante di Formello. Fortunatamente, mi depose con delicatezza,” precisa, con un pizzico di umorismo.

L’Emozione Indescrivibile di un Gol nel Derby di Roma

Descrivere l’emozione di giocare e segnare nel derby di Roma è difficile per Fiore. “A parole è indescrivibile, non vorrei scadere nella banalità,” afferma. “Posso solo dire che, dopo quel gol, corsi verso la curva in uno stato di totale euforia, senza più capire nulla. Sono sensazioni come queste che ci spingono a giocare a calcio.”

Paolo Maldini: Un Capitano Esemplare in Nazionale

Sul capitolo Nazionale, Fiore ricorda Paolo Maldini come un “leader incredibile.” “Dopo ogni partita,” racconta, “stringeva la mano a tutti nello spogliatoio per ringraziarci.” Un episodio significativo risale alla sua prima convocazione: “Mi diede il benvenuto e mi invitò subito a fare un torello, facendomi sentire parte del gruppo come se fossi lì da sempre.”

La Sconfitta Amara nella Finale di Euro 2000

La finale di Euro 2000 contro la Francia, culminata con il golden goal di Trezeguet mentre Fiore era in panchina, è ricordata come un “dramma sportivo.” “Prima che Barthez battesse la punizione che portò al gol di Wiltord, eravamo tutti abbracciati, in attesa del fischio finale,” racconta. “Eravamo convinti che i nostri difensori avrebbero respinto, ma le cose andarono diversamente. Fu in quel momento che realizzammo che la partita aveva preso una brutta piega.”

Il “Cucchiaio” di Totti contro l’Olanda: Un Gesto Inatteso

L’iconico “cucchiaio” di Totti contro Van der Sar nella semifinale contro l’Olanda è un episodio vivido nella memoria di Fiore. “Durante gli allenamenti, Totti calciava i rigori in modo tradizionale; nessuno di noi avrebbe mai immaginato un tiro del genere,” confessa. “Io ero già stato sostituito e dalla panchina vedevamo Maldini riprenderlo, ma non capivamo il motivo; sembrava gli dicesse ‘non fare stupidaggini’. Dopo la partita, le risate furono generali, e tutti gli dicemmo che era stato un vero ‘folle’.”

By Federico Santoro

Federico Santoro, dal cuore di Roma, trasforma ogni evento sportivo in una narrazione avvincente. La sua voce distintiva nel racconto delle partite di basket e calcio ha creato uno stile unico nel panorama giornalistico italiano. Le sue analisi tattiche sono apprezzate sia dagli appassionati che dai professionisti del settore.

Related Post