L’esterno spagnolo Angeliño è tornato in campo dopo 52 giorni di assenza, subentrando nel secondo tempo della partita Roma-Lecce. La sua ultima apparizione risaliva a fine gennaio, con soli due minuti giocati in Europa League contro il Panathinaikos. Questa stagione è stata complessa per lui, caratterizzata da poca continuità: l’ultima partita da titolare risale a fine settembre contro il Verona, seguita da un lungo periodo in panchina e due mesi (ottobre-dicembre) di stop a causa di una bronchite. La speranza del giocatore è ora di ritrovare spazio e continuità in questo finale di stagione, dopo aver giocato poco più di un quarto d’ora contro il Lecce.
L’Accoglienza dell’Olimpico e l’Incoraggiamento
Il rientro di Angeliño è stato salutato da un’ovazione generale allo Stadio Olimpico, con il boato più intenso proveniente dalla Tribuna Monte Mario, situata sopra le panchine. Poco prima di sostituire Tsimikas, Angeliño ha ricevuto un’ulteriore carica da Gasperini e Mancini (quest’ultimo uscito a inizio secondo tempo ma rimasto in panchina). Come riportato, entrambi lo hanno incoraggiato con un “Forza, tosto eh!”. Nonostante un cartellino giallo ricevuto poco dopo per un fallo, il suo ritorno è visto come un potenziale “acquisto” importante per la Roma nella corsa alla qualificazione in Champions League.
Implicazioni Tattiche del Rientro
L’assenza prolungata di Angeliño aveva costretto Gian Piero Gasperini a riorganizzare la fascia sinistra. Dopo varie prove, l’allenatore aveva trovato un assetto stabile schierando Celik sulla destra e spostando Wesley (squalificato contro il Lecce, con Tsimikas in campo) sull’altro lato, dove inizialmente era stato impiegato come esterno destro. Con il rientro di Angeliño, le gerarchie potrebbero subire un nuovo rimescolamento. Resta da vedere se lo spagnolo riuscirà a riconquistare il posto da titolare nella formazione-tipo e, in tal caso, chi tra Celik e Wesley dovrà fargli spazio.

