Oscar Piastri discusses the recent adjustments to his trackside support team, clarifying why manager Mark Webber’s role at F1 race weekends has been reduced as Piastri gains independence and experience in the sport.
English Version
Oscar Piastri has clarified the reasoning behind the recent adjustments to his trackside support team, which see his manager and former Formula 1 driver Mark Webber taking on a less direct role during Grand Prix weekends. While Webber’s on-site presence will be reduced, he remains significantly involved in Piastri’s broader career development.
Their working relationship, which began in 2019, has naturally evolved as Piastri has gained more experience in the sport. Now in his fourth season, the McLaren driver has increasingly become more self-reliant, reducing his dependence on Webber’s constant presence at races. This shift is a testament to Piastri’s growing confidence and ability to navigate the complexities of Formula 1 independently.
In line with this restructuring, Pedro Matos, who was Piastri’s race engineer during his F2 championship-winning season in 2021, has assumed a more prominent role at the track. Piastri emphasized that this change is a “natural evolution” of their partnership, rather than the result of any specific disagreement. He noted, “I’m getting more experience in my own career, and there’s also an element of I’ve just got more experience, so I can make some of these decisions, ask some of these questions myself.”
Piastri acknowledged the immense value of Webber’s early mentorship, particularly during his rookie F1 season. Webber, drawing on his extensive experience competing at the sport’s highest level, provided crucial guidance and insights into the pressures of driving for a top team. Piastri recounted, “Especially the first couple of years, or especially year one of F1, there were a lot of questions that hadn’t even crossed my mind that Mark was asking as if they were obvious to me and the team.”
This evolution signifies Piastri’s maturation as a Formula 1 driver. His reduced need for Webber’s constant trackside advice on technical and strategic matters reflects his comfort and growing autonomy within the paddock. The strengthening of Piastri’s independent capabilities underscores that this adjustment is a positive sign of his development, not a weakening of their professional bond. “I think now some of those questions come a lot more naturally for me,” Piastri concluded, reiterating that it’s “just a natural evolution, really.”
Versione Italiana
Oscar Piastri ha chiarito le ragioni dietro i recenti aggiustamenti al suo team di supporto a bordo pista, che vedono il suo manager ed ex pilota di Formula 1 Mark Webber assumere un ruolo meno diretto durante i weekend di Gran Premio. Sebbene la presenza in loco di Webber sarà ridotta, egli rimane significativamente coinvolto nello sviluppo più ampio della carriera di Piastri.
Il loro rapporto di lavoro, iniziato nel 2019, si è naturalmente evoluto man mano che Piastri ha acquisito maggiore esperienza nello sport. Ora alla sua quarta stagione, il pilota McLaren è diventato sempre più autosufficiente, riducendo la sua dipendenza dalla presenza costante di Webber alle gare. Questo cambiamento è una testimonianza della crescente fiducia di Piastri e della sua capacità di navigare le complessità della Formula 1 in modo indipendente.
In linea con questa ristrutturazione, Pedro Matos, che è stato l’ingegnere di pista di Piastri durante la sua stagione vincente in F2 nel 2021, ha assunto un ruolo più di spicco in pista. Piastri ha sottolineato che questo cambiamento è una “naturale evoluzione” della loro partnership, piuttosto che il risultato di qualsiasi disaccordo specifico. Ha osservato: “Sto acquisendo più esperienza nella mia carriera, e c’è anche un elemento per cui ho semplicemente più esperienza, quindi posso prendere alcune di queste decisioni, porre alcune di queste domande da solo.”
Piastri ha riconosciuto l’immenso valore del tutoraggio iniziale di Webber, in particolare durante la sua stagione da rookie in F1. Webber, attingendo alla sua vasta esperienza nelle competizioni ai massimi livelli dello sport, ha fornito guida e intuizioni cruciali sulle pressioni della guida per un team di punta. Piastri ha raccontato: “Soprattutto nei primi due anni, o specialmente il primo anno di F1, c’erano molte domande che non mi erano nemmeno passate per la testa che Mark poneva come se fossero ovvie per me e per il team.”
Questa evoluzione significa la maturazione di Piastri come pilota di Formula 1. Il suo ridotto bisogno di consigli costanti a bordo pista da parte di Webber su questioni tecniche e strategiche riflette la sua tranquillità e la crescente autonomia all’interno del paddock. Il rafforzamento delle capacità indipendenti di Piastri sottolinea che questo aggiustamento è un segnale positivo del suo sviluppo, non un indebolimento del loro legame professionale. “Penso che ora alcune di queste domande mi vengano molto più naturalmente,” ha concluso Piastri, ribadendo che è “solo una naturale evoluzione, davvero.”

