Oliver Bearman ha espresso la sua frustrazione riguardo ai requisiti di gestione energetica a Suzuka, ritenendo che abbiano alterato significativamente il carattere della pista. La necessità di tattiche come il “super clipping” e il “lift and coast”, pur potendo migliorare le gare secondo i nuovi regolamenti della F1, ha diminuito il brivido di quelle che un tempo erano curve estremamente impegnative. Bearman ha descritto questa nuova realtà come “dolorosa”, in particolare la riduzione di velocità alla fine dei rettilinei e nelle sezioni veloci. Ha notato come le curve precedentemente affrontate “a tutta” (con massima aggressività) non siano più affrontate con la stessa intensità.
L’adeguamento da parte della FIA del limite di ricarica energetica per le qualifiche, da 9.0 a 8.0 megajoule (MJ), era inteso ad attenuare questi problemi. Tuttavia, Bearman è rimasto scettico dopo le sessioni di prova, affermando che, nonostante il cambiamento, i piloti rallentano ancora considerevolmente. Ha riconosciuto che c’è comunque abilità nell’ottimizzare le prestazioni sotto questi nuovi vincoli, ma ha sottolineato che si tratta di una “nuova realtà”.
Ha anche evidenziato una “regolazione speciale” in alcuni settori della pista che consente ai piloti di utilizzare principalmente il motore a combustione interna (ICE) senza impiegare l’MGU-K. Questa particolare regola offre un’esperienza di guida più “normale” in quelle aree specifiche, evitando alcune delle “stranezze” associate all’ampia raccolta di energia. Ciononostante, Bearman ha concluso che l’erogazione di potenza complessiva rimane inferiore a quella a cui i piloti erano abituati in passato.

