L’ennesima eliminazione dagli spareggi Mondiali è un colpo durissimo. È accaduto di nuovo, e forse nel modo più doloroso: ai calci di rigore, ancora una volta arbitri di gioie effimere e dolori profondi per la nostra storia calcistica. Se il momento della resa dei conti è vicino, è fondamentale ora prendere atto della cruda realtà: la nostra è una Nazionale incapace di qualificarsi per un Mondiale che vedrà ben 48 squadre contendersi il titolo. Ancora più preoccupante è il fallimento della Federazione, che per la terza volta consecutiva non è riuscita a guidare la squadra alla fase finale del torneo, un’anomalia persino per Nazionali di caratura inferiore.
L’INACCETTABILE CROLLO DI UNA GRANDE
Noi, quattro volte Campioni del Mondo, ci troviamo nell’incredibile posizione di non riuscire più a qualificarci. La stanchezza di ripetere i soliti, seppur innegabilmente veri, lamenti è palpabile. È evidente che un cambiamento radicale sia indispensabile: si impone una rifondazione totale. È tempo che chi ha fallito faccia un passo indietro, per lasciare spazio a nuove energie e visioni che possano guidare il calcio italiano verso un futuro diverso.
L’ONERE DELL’ERRORE E LE CONSEGUENZE
Alessandro Bastoni dovrà, purtroppo, affrontare a lungo il peso della responsabilità per l’accaduto: la sua espulsione ha condizionato pesantemente la gara degli Azzurri, rivelandosi un fattore determinante nell’eliminazione. Questo fardello, seppur in misura diversa, graverà anche su Esposito e Cristante per i rigori sbagliati. Tuttavia, l’errore dal dischetto è umano e perdonabile, essendo capitato anche ai più grandi campioni.
LE INACCETTABILI DICHIARAZIONI DI GRAVINA
Ciò che risulta invece incomprensibile e inaccettabile sono le dichiarazioni del presidente federale Gravina al fischio finale. Affermazioni come “Complimenti ai ragazzi”, “complimenti a Rino Gattuso” e “I ragazzi sono stati eroici” suonano come una beffa. Siamo stati esclusi dai Mondiali, ancora una volta, dopo essere stati sconfitti da avversarie come Svezia, Macedonia del Nord e Bosnia. Elargire lodi indiscriminatamente in un momento di tale fallimento è grottesco, ai limiti del ridicolo. Potrebbe persino essere comico, se la situazione non fosse così tragica da non lasciare spazio al sorriso.
BASTA NASCONDERE LA POLVERE SOTTO IL TAPPETO
È imperativo agire con criterio e buon senso, ma soprattutto, riconoscere i propri errori. Complimentarsi a vicenda dopo una catastrofe di questa portata è un’offesa all’intelligenza. Nascondere i problemi sotto il tappeto non risolve nulla. Se chi detiene le redini del calcio italiano non ha ancora compreso questa semplice verità, la speranza di un cambiamento reale si avvicina allo zero. Ascoltare discorsi su errori arbitrali, gesti eroici e ‘complimenti’ è un amalgama di parole che nessun tifoso italiano avrebbe voluto né meritato di sentire. Purtroppo, il post-partita si è rivelato, se possibile, ancora più sconcertante della partita stessa.

