Il Milan appare oggi una squadra allo sbando, in caduta libera. Parole forti, ma che rispecchiano la difficile situazione attuale dei rossoneri, una squadra piatta sotto ogni punto di vista.
Innanzitutto, a preoccupare è la mancanza di motivazione. Una squadra che punta a tornare in Champions League non può scendere in campo così scarica, mentre avversari come l’Udinese sembrano lottare con un’intensità da finale di campionato.
La crisi è palese anche dal punto di vista fisico e atletico, un campanello d’allarme in vista del rush finale del campionato.
Sul piano tattico, i segnali di crisi erano già presenti e si avvertiva la necessità di un cambiamento. Tuttavia, il passaggio al 4-3-3 è apparso, a conti fatti, davvero azzardato. Allegri ha responsabilità evidenti, così come la squadra e la società. Con il nuovo modulo, il tecnico ha eliminato le poche certezze che il gruppo sembrava ancora conservare. La squadra è apparsa allo sbando, con molti giocatori che non sapevano come stare in campo né cosa fare.
Ora l’allarme è rosso. Il Milan ha soltanto 3 punti di vantaggio sulla Juventus (in attesa di ulteriori sviluppi su Como-Inter) e lo scontro diretto con i bianconeri si avvicina.
O la squadra di Allegri si riprende subito, oppure non andrà in Champions League.
Questo scenario sembra ormai evidente. Ci sono pochi elementi che fanno pensare a un’uscita imminente dal tunnel, motivo per cui la situazione è critica. Sappiamo quanto potrebbe essere dannoso, sia sportivamente che economicamente, non partecipare alla Champions per due anni consecutivi. È necessaria una reazione immediata.
Inoltre, presente allo stadio, ho avuto la netta sensazione di una frattura insanabile tra il pubblico di San Siro e Rafa Leao. Siamo probabilmente arrivati a un punto di non ritorno, e per questo motivo una separazione in estate sarà molto probabile. L’insofferenza è forte e il giocatore non ha fatto nulla per far cambiare idea ai tifosi.

