Per la terza volta consecutiva, l’Italia non parteciperà alla più importante competizione calcistica, un’assenza che si ripercuote pesantemente non solo sul morale sportivo, ma anche sulle casse della federazione.
Dal punto di vista sportivo, quanto accaduto ieri sera nella partita Bosnia-Italia rappresenta un vero e proprio dramma nazionale. Si tratta del terzo Mondiale consecutivo a cui l’Italia non prenderà parte. Nonostante il torneo che si svolgerà tra Stati Uniti, Canada e Messico (in programma dall’11 giugno al 19 luglio) vedrà la partecipazione di 48 nazionali – un numero record – gli Azzurri ne saranno assenti. Dopo le delusioni del 2018 e del 2022, anche il 2026 si aggiunge alla lista nera: l’ultima apparizione della Nazionale italiana a una Coppa del Mondo risale al 24 giugno 2014, con l’ultimo gol segnato da Mario Balotelli. Da allora, il vuoto più totale. Delusione, amarezza e rabbia sono i sentimenti che pervadono il Paese, proprio come ieri sera, quando il CT Rino Gattuso ha rivolto le sue scuse all’intera nazione, visibilmente commosso.
Le Perdite Economiche della Mancata Qualificazione
La mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale comporta la perdita di circa 18,5 milioni di euro. Questa cifra rappresenta l’ammontare minimo che ogni federazione incassa solo per la partecipazione al torneo. In caso di superamento della fase a gironi, la FIGC avrebbe potuto aggiungere altri 1,7 milioni, mentre il vincitore del Mondiale si aggiudica ben 43 milioni, più del doppio rispetto al 2006. Oltre a ciò, la non ammissione alla competizione ha impedito l’attivazione dell’aumento previsto nell’accordo tra FIGC e Adidas, firmato a gennaio 2023, che garantisce un’entrata minima di 35 milioni di euro fino al 2030. Va ricordato che l’Italia rientra tra le prime cinque federazioni con i maggiori guadagni da sponsorizzazione.
L’Impatto sui Conti Azzurri
Prima di ieri, l’esclusione dell’Italia dalle ultime due edizioni della Coppa del Mondo aveva già generato un danno economico stimato tra gli 8 e i 40 milioni di euro. A questa cifra si aggiungono ora ulteriori 6,6 milioni persi a seguito del recente risultato negativo con la Bosnia. Ciononostante, analizzando un periodo di cinque anni, tra il 2019 e il 2024, il fatturato complessivo è aumentato di circa 50 milioni di euro. È inoltre importante sottolineare la crescita dei ricavi derivanti da sponsor e pubblicità, che sono passati da 70,8 milioni nel 2023 a un record di 81 milioni nell’anno successivo.

