Roberto Cevoli, il tecnico italiano naturalizzato sammarinese che guida la Nazionale di San Marino dal 2023, ha affrontato la Bosnia di Barbarez lo scorso giugno, meno di un anno fa. La sua esperienza a Zenica offre preziose intuizioni in vista dell’impegno dell’Italia contro la stessa squadra.
Cevoli ricorda vividamente la partita d’andata al Bilino Polje, giocata il 7 giugno in un caldo opprimente, con 32 gradi. “Era uno stadio piccolo, piuttosto angusto e datato,” racconta. “Le tribune sono a ridosso del campo, e il tifo si percepisce in maniera incredibile.”
La Partita Avvincente
Nonostante la differenza di valori, San Marino riuscì a mettere in seria difficoltà gli avversari, disputando una partita notevole. “Mancavano solo 25 minuti alla fine ed eravamo ancora sullo 0-0,” spiega Cevoli. Edin Dzeko, inizialmente in panchina e senza scarpini, fu costretto a entrare a causa delle difficoltà bosniache. Fu proprio lui a segnare il gol decisivo che fissò il punteggio sull’1-0 per la Bosnia.
“All’ultimo minuto, siamo ripartiti in contropiede e abbiamo sfiorato il pareggio. Il pubblico ha tirato un sospiro di sollievo, esultando per il nostro errore,” aggiunge Cevoli. Questo dimostra la paura dei tifosi, che si aspettavano una vittoria agevole contro San Marino ma si trovarono invece a rischiare fino all’ultimo. Persino Barbarez si complimentò con Cevoli per l’ottima prestazione e lo spirito combattivo della sua squadra.
Le Individualità: Dzeko e Alajbegovic
Analizzando il gioco della Bosnia, Cevoli la descrive come una squadra “lenta nella manovra e piuttosto compassata, che tende a giocare a ritmi bassi.” Questa caratteristica potrebbe rivelarsi un vantaggio per la Nazionale italiana. “A Zenica, abbiamo cercato di imporre un’alta intensità, con pressing alto e raddoppi sul portatore di palla,” spiega l’allenatore.
Nonostante ciò, la Bosnia possiede “individualità di spicco.” Su tutte, spicca l’intramontabile Edin Dzeko: “Un attaccante che i difensori italiani conoscono molto bene,” afferma Cevoli. “A quasi quarant’anni, è ancora in grado di essere decisivo, rappresentando il pericolo numero uno.” Cevoli menziona anche il giovane Alajbegovic, che lo ha impressionato nella gara di ritorno (persa 6-0 da San Marino), dove ha segnato il suo primo gol in nazionale. “Corre, dribbla ed è abile con entrambi i piedi, un talento da tenere d’occhio.”
Tuttavia, il gioco di squadra bosniaco risulta “prevedibile” e la squadra tende a soffrire nei duelli fisici. “In fase di possesso palla, li abbiamo fatti correre molto, girando il pallone. Non dispongono di giocatori estremamente rapidi e le loro manovre offensive sono facilmente leggibili.” Cevoli conclude che “la squadra italiana vanta una qualità nettamente superiore in ogni reparto” e ha tutte le carte in regola per conquistare la vittoria e un ritorno al Mondiale dopo dodici anni di assenza.
L’Atmosfera dello Stadio: Bilino Polje
Cevoli anticipa che, data la capacità limitata dello stadio, potrebbero esserci meno dei 15.000 tifosi presenti a giugno. Ricorda il commovente addio di Miralem Pjanic alla nazionale, celebrato prima della partita, con il giocatore che salutava il pubblico commosso. “Il calore dei tifosi si percepisce fin dagli spogliatoi,” racconta Cevoli, evidenziando una particolarità: “Gli spogliatoi, situati al secondo piano dello stadio, sono difficili da raggiungere, con due rampe di scale molto ripide. Se per i giocatori non è stato un problema, per i nostro magazzinieri è stata una vera e propria sfida trasportare tutto il materiale senza ascensore.”
Un aspetto suggestivo è il tifo che proviene anche dai balconi delle case circostanti, un’immagine che a Cevoli richiama l’Ezio Scida di Crotone. L’allenatore, che ha giocato a Crotone nel 2004, ricorda come all’epoca “i tifosi si recavano nell’ospedale adiacente allo stadio per assistere alla partita dalle finestre affacciate sul campo, aggirando così il costo del biglietto.” Questo dettaglio sottolinea l’atmosfera unica e la passione che circonda queste realtà calcistiche.

