Lun. Apr 13th, 2026

L’allarme di Rabiot: il Milan ha perso la voglia di aiutarsi

Adrien Rabiot, centrocampista del Milan, ha sollevato un serio interrogativo all’interno dello spogliatoio rossonero, evidenziando una preoccupante perdita di coesione e spirito di squadra dopo la recente sconfitta contro l’Udinese.

La recente battuta d’arresto del Milan contro l’Udinese sta avendo ripercussioni significative nell’ambiente rossonero, segnato da una mini-crisi che ha visto la squadra incappare in tre sconfitte nelle ultime quattro partite (Udinese, Napoli e Lazio), intervallate solo da una vittoria sofferta contro il Torino.

I fischi rivolti a Leão sono un chiaro indicatore del malcontento del pubblico e della tifoseria di fronte a questo momento negativo. Tuttavia, al di là delle prestazioni del portoghese, un altro segnale d’allarme, più grave e profondo, è stato lanciato da uno dei veterani dello spogliatoio: Adrien Rabiot. L’ex giocatore di Juventus e Marsiglia ha sottolineato, a mente fredda nel post-partita, come il gruppo abbia smarrito un elemento cruciale in una corsa così impegnativa come quella che attende il Milan fino alla fine della stagione: la volontà di supportarsi reciprocamente in campo.

LE PAROLE DI RABIOT

Parlando ai microfoni di Sportmediaset dopo la sconfitta per 3-0 contro l’Udinese, partita in cui anch’egli non è brillato, Rabiot ha prima di tutto ammesso le proprie colpe, poi ha difeso Leão dai fischi del pubblico e infine ha suonato l’allarme riguardo all’atteggiamento con cui il gruppo sta affrontando le partite.

“Sono arrabbiato perché io per primo avrei potuto fare molto meglio. So che la squadra mi segue e se do qualcosa in più è meglio per la squadra. Riguardo a me, perché sono molto onesto e lucido, posso dire che potevo fare meglio. Anche come squadra avremmo potuto fare molto meglio, come lo eravamo prima: più uniti. Abbiamo perso questa cosa in campo: la voglia di lavorare per il compagno, di tornare tutti insieme e di lottare insieme. Questo dobbiamo ritrovare: è ciò che ci ha portato fin qui.”

IL MODULO NON C’ENTRA

Rabiot stesso ha confermato che non si tratta di un problema tattico, né di un passaggio dal più compatto 3-5-2 al 4-3-3. “Non è il modulo, ma è la volontà dei giocatori, la nostra in campo: mettere determinazione, correre dietro all’avversario, fare le cose per bene”.

UN PROBLEMA SERIO

Il problema, quindi, non è di natura tecnico-tattica, bensì di atteggiamento e spirito di squadra. Questo rende la situazione ben più problematica per Massimiliano Allegri, poiché si tratta di un aspetto su cui è più difficile intervenire con semplici cambi o scelte tattiche. Rabiot ha parlato della necessità di un “cambio” mentale, dato che in ballo c’è non solo il presente, ma anche il futuro del club, che si è improvvisamente ritrovato coinvolto in una lotta per un posto in Champions League del tutto inaspettata, una lotta in cui sarà necessario impiegare tutte le forze disponibili.

IL CALENDARIO NON AIUTA

Il calendario che attende il Milan fino alla fine della stagione, infatti, non sarà d’aiuto. Nella prossima giornata i rossoneri affronteranno un Verona in lotta per la salvezza, ma soprattutto, tra due giornate, domenica 26 aprile alle 20:45, a San Siro ci sarà lo scontro diretto per la Champions contro la Juventus, una partita che si sarebbe potuta affrontare con un vantaggio ben maggiore. L’allarme è stato lanciato, e Allegri dovrà attingere a tutta la sua esperienza di gestore di gruppo per compattare la squadra e chiudere al meglio un’annata che non può permettersi di non riportare i rossoneri in Champions League.

By Federico Santoro

Federico Santoro, dal cuore di Roma, trasforma ogni evento sportivo in una narrazione avvincente. La sua voce distintiva nel racconto delle partite di basket e calcio ha creato uno stile unico nel panorama giornalistico italiano. Le sue analisi tattiche sono apprezzate sia dagli appassionati che dai professionisti del settore.

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