La sconfitta dell’Italia contro la Bosnia ai calci di rigore, che ha sancito la terza assenza consecutiva ai Mondiali, lascia un retrogusto amaro e invita a una riflessione approfondita. Sebbene le ragioni di questo fallimento siano molteplici e stratificate nel tempo, l’epilogo della sfida di Zenica è stato determinato dalla lotteria dei rigori. Questa stessa modalità, che cinque anni fa ci aveva regalato la gioia di un Europeo, oggi si è trasformata in un amaro verdetto.
L’analisi post-partita rivela un dato sorprendente: al fischio finale dei supplementari, nessuno dei giocatori azzurri in campo aveva mai realizzato un rigore in Serie A. L’unica eccezione era Pio Esposito, con un successo dal dischetto, ma in Serie B. Questa carenza di esperienza dal dischetto emerge come un fattore cruciale, ben oltre la semplice sfortuna.
La formazione dell’Italia al termine dei supplementari
Analizzando la formazione che ha concluso i tempi supplementari, a seguito dell’espulsione di Bastoni e delle cinque sostituzioni operate da Gattuso, i calciatori schierati per i rigori erano i seguenti:
ITALIA (3-5-2): Donnarumma; Mancini, Gatti, Calafiori; Palestra, Frattesi, Cristante, Tonali, Spinazzola; Esposito.
In campo mancavano i rigoristi: nessuno a segno dal dischetto in Serie A
Al momento decisivo dei calci di rigore, Gennaro Gattuso ha dovuto affrontare una preoccupante assenza di specialisti dal dischetto tra i suoi uomini in campo.
L’unico con un’esperienza positiva era Pio Esposito, che aveva segnato un rigore (su due tentativi) in Serie B con lo Spezia.
Cristante aveva tentato due rigori in carriera, entrambi falliti, con Atalanta e Roma.
Sandro Tonali, pur non avendo mai tirato un rigore in Serie A o Premier League, è stato l’unico azzurro a trasformare il suo tiro in quella fatale lotteria.
Zero gol su rigore in carriera per Spinazzola, Frattesi e l’intera linea difensiva composta da Gatti, Calafiori, Mancini e Palestra.
I cambi di Gattuso non hanno aiutato: fuori tutti gli “esperti” dal dischetto
Curiosamente, la formazione iniziale presentava una ben maggiore abbondanza di specialisti dai nove metri, ma tutti sono stati sostituiti da Gattuso nel corso della partita.
Mateo Retegui, con 9 rigori realizzati su 10 tra Serie A e Saudi Pro League, è stato il primo a lasciare il campo in seguito all’espulsione di Bastoni.
Matteo Politano, con 6 gol su 9 rigori tentati in Serie A, è stato sostituito all’intervallo. A metà del secondo tempo, sono usciti anche Manuel Locatelli e Moise Kean, entrambi con un buon bilancio di tre reti su quattro rigori calciati in Serie A.
Nicolo Barella, con tre realizzazioni su quattro tentativi in Serie A con il Cagliari, è stato l’ultimo esperto a lasciare il terreno di gioco.
Il rimpianto degli assenti: tutti i rigoristi azzurri
Un’analisi più ampia rivela che la rosa italiana non manca di specialisti dei calci di rigore.
Gianluca Scamacca, con un impeccabile record di cinque rigori su cinque in Serie A, era in tribuna ma non è stato impiegato, forse per ragioni di condizione fisica.
Ancora maggiori sono i rimpianti se si considerano i non convocati: Domenico Berardi spicca come il miglior tiratore dal dischetto, con 49 reti su 58 tentativi in Serie A, seguito da Riccardo Orsolini (16 su 19). Tra gli esclusi figurano anche Lorenzo Pellegrini (10 su 12) e Federico Bernardeschi (4 su 5).
Sebbene queste osservazioni possano sembrare scontate a posteriori, la lampante mancanza di esperienza nei rigori – e non solo – emerge come una delle cause cruciali che hanno portato la Nazionale a mancare il Mondiale per la terza volta consecutiva.

