Un nuovo capitolo si apre nella controversa vicenda della cessione dello Stadio Meazza a Inter e Milan. La Guardia di Finanza di Milano ha recentemente condotto perquisizioni presso il Comune di Milano, la società M-I Stadio (controllata dai due club), e nelle abitazioni di ex dirigenti e consulenti delle squadre, oltre che del direttore generale di Palazzo Marino, Christiann Malangone, e degli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris.
Le operazioni, eseguite in data 31 marzo 2026 dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria su decreto del gip Roberto Crepaldi, su istanza dei pm Giovanna Cavalleri, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi, si inseriscono nell’inchiesta sulla vendita dell’impianto sportivo.
Le accuse ipotizzate sono turbativa d’asta e rivelazione di segreto d’ufficio. Tra gli indagati figurano gli ex assessori comunali Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris, Simona Collarini (già responsabile del settore rigenerazione urbana del Comune di Milano e RUP per lo stadio), Fabrizio Grena e Marta Spaini (consulenti di Inter e Milan).
L’inchiesta coinvolge anche Alessandro Antonello (ex CEO corporate dell’Inter, ora al Marsiglia), Mark Van Huukslot (già manager dell’Inter) e Giuseppe Bonomi (presidente di Sport Life City, controllata del Milan).
L’ipotesi al vaglio è che la vendita dello Stadio Meazza dal Comune di Milano a Inter e Milan, per un valore di 197 milioni di euro, possa aver privilegiato interessi privati a discapito dell’interesse pubblico. Si sospetta, in particolare, che la legge sugli stadi sia stata utilizzata per favorire progetti di urbanizzazione dell’area, beneficiando specifiche società costruttrici.

