Esploriamo il funzionamento del VAR “a chiamata” impiegato in Serie C. Questo sistema può portare a miglioramenti concreti nel mondo del calcio? Approfondiamo tutti gli aspetti.
Nell’era del VAR, la domanda “Perché l’arbitro non è andato a rivedere l’episodio?” è frequente dopo decisioni controverse, soprattutto quando manca un’analisi diretta sul campo. Generalmente, il controllo si limita a un “silent check” dalla sala VAR, senza che l’arbitro principale si rechi al monitor. Tuttavia, un’opinione diffusa suggerisce che il VAR dovrebbe essere primariamente un supporto per il direttore di gara, piuttosto che uno strumento per correggere i suoi errori. Questa visione riaccende periodicamente il dibattito sul cosiddetto “VAR a chiamata”.
Il Funzionamento del VAR a Chiamata: L’Esperienza della Serie C
Cosa s’intende esattamente per VAR a chiamata? E come sta procedendo l’implementazione sperimentale di questo sistema in Serie C? Potrebbe essere esteso a livello nazionale?
Il Football Video Support (FVS) ha avuto le sue origini nel futsal, per poi essere adottato nel calcio. Le sue direttive sono chiare e distinte dal VAR tradizionale: l’FVS è attivabile solo su richiesta dell’allenatore di una delle due squadre, che può utilizzare uno dei due “cartellini di richiesta” a sua disposizione. Se l’arbitro modifica la sua decisione iniziale dopo la revisione, il cartellino viene restituito; altrimenti, è considerato sprecato.
Le situazioni in cui può essere richiesto l’FVS sono specifiche: la revisione di un calcio di rigore (assegnato o negato), l’invocazione di un’espulsione diretta, la segnalazione di un errore di identità in un provvedimento disciplinare, o la richiesta di convalida di un gol precedentemente annullato. Per i gol già convalidati, il controllo è automatico e non necessita di alcuna chiamata.
Nonostante necessiti di qualche perfezionamento, l’FVS sembra avvicinarsi più fedelmente allo spirito originale che ha guidato l’introduzione del VAR. Grazie a questo sistema, l’arbitro ha la possibilità di rivedere l’episodio direttamente, valutando le immagini televisive senza l’influenza dei colleghi in sala VAR. In questo contesto, l’FVS si configura come un vero e proprio strumento a disposizione dell’arbitro. Il VAR, invece, specialmente di recente, si è trasformato in uno strumento prevalentemente gestito dagli ufficiali presenti in sala VAR, e spesso, quando l’arbitro viene richiamato per un “on-field review”, la decisione viene quasi sempre alterata. Ciò è in parte dovuto all’autorità di chi segnala l’errore potenziale, amplificata quando in sala VAR opera un arbitro con maggiore esperienza o prestigio rispetto a chi è sul campo.
Questa dinamica, in gran parte, ha contribuito alle polemiche sulla gestione del VAR durante la stagione, poiché l’arbitro in campo sembra aver perso parte della sua autonomia decisionale. L’FVS, al contrario, restituisce al direttore di gara la piena sovranità di giudizio.
Benefici e Criticità del Sistema FVS
I vantaggi del Football Video Support appaiono numerosi. Tra questi, spicca la riduzione delle interruzioni di gioco causate dai “silent check” del VAR, che spesso ritardano la ripresa dell’azione. Senza una richiesta specifica dalle panchine, queste pause non avverrebbero. Se un errore non viene rilevato né dal campo né dalla panchina, è probabile che non fosse un “errore chiaro ed evidente” (come da protocollo VAR) tale da generare scandalo. Inoltre, i giocatori stessi spesso spingono i loro allenatori a utilizzare il cartellino di richiesta quando sono convinti di aver subito un rigore non concesso. Questo sistema sembra quindi canalizzare le proteste in modo più costruttivo, favorendo una revisione mirata degli episodi.
L’FVS si presenta come un meccanismo efficace per riportare l’arbitro sul campo al centro del processo decisionale. Tuttavia, non mancano le criticità. La più evidente è la tendenza degli allenatori, con un cartellino ancora disponibile, a usarlo in modo discutibile nei minuti finali di gioco. A volte si tenta il tutto per tutto, sperando in un fallo di mano in area che neppure loro hanno visto; altre volte, l’intento è semplicemente quello di spezzare il ritmo dell’avversario e rallentare il gioco. Questo “difetto” del sistema sembra difficile da risolvere, poiché la “chiamata” non ha restrizioni se rientra nelle quattro categorie di revisione consentite. Tale pratica ha spesso portato a recuperi molto prolungati, a volte superiori ai dieci minuti, specialmente nel secondo tempo, un aspetto che richiede sicuramente un miglioramento. Va inoltre notato che in Serie C le decisioni sono state modificate di rado, ma questo limite sembra superabile con l’avanzamento tecnologico.
Le Voci dal Campo: Il Giudizio dei Professionisti
Vinicio Espinal, tecnico della Giana Erminio, ha commentato il sistema affermando: “Ritengo sia un valido strumento e l’esperimento sta procedendo positivamente. Se devo fare un’osservazione, per consentire agli arbitri di prendere decisioni più accurate, sarebbe necessario disporre di un maggior numero di inquadrature, poiché talvolta le riprese possono essere fuorvianti o non coprire l’intera situazione, impedendo una chiara percezione dell’accaduto. È molto efficace per i falli intenzionali o quelli lontani dal pallone, dove si riesce a vedere tutto. Diventa poi uno strumento tattico per l’allenatore, da gestire con attenzione, dato che si hanno a disposizione solo due chiamate, rendendo gli interventi mirati. È un buon esperimento; sarebbe opportuno investirci di più e garantire che tutti possano avere accesso alle stesse immagini dell’arbitro.”
Eziolino Capuano, che ha sperimentato l’FVS come allenatore del Giugliano, ha espresso un parere più critico: “Il ‘VAR a chiamata’ non ha ragione di esistere in Serie C a causa della scarsità di telecamere, che impedisce di ottenere immagini davvero conclusive. Su trecento richieste, l’arbitro ha cambiato idea solo in rare circostanze, non disponendo di un quadro chiaro dell’episodio. La situazione sarebbe differente in Serie A o Serie B, dove il supporto tecnologico è decisamente superiore. Pur essendo un tradizionalista del calcio, se il VAR deve essere presente, allora in Serie A ha un senso, essendoci i mezzi adeguati per garantire decisioni più veritiere rispetto a quanto avviene in Serie C.”
Le posizioni di Espinal e Capuano riflettono l’opinione condivisa da numerosi allenatori, giocatori e dirigenti della Serie C, suggerendo che, con un adeguato potenziamento tecnologico e un aumento delle telecamere, il sistema FVS potrebbe raggiungere una piena validità.
Il Futuro del Calcio con l’FVS?
Le discussioni non svanirebbero completamente, ma l’approccio di dotare l’arbitro della capacità di consultare le immagini televisive direttamente, piuttosto che ricevere “prove” da un collega per sottolineare un errore, è concettualmente diverso. Un ex arbitro, che ha preferito mantenere l’anonimato, ha dichiarato senza esitazione: “Durante la mia carriera arbitrale, sarei stato estremamente felice di avere la possibilità di rivedere le immagini in televisione. Quando un arbitro commette un errore, è il primo a desiderare l’opportunità di correggerlo, e l’FVS offre precisamente questo tipo di supporto. Il VAR, d’altro canto, instaura un meccanismo peculiare in cui l’arbitro, una volta richiamato, si sente quasi obbligato a modificare la sua decisione, perché un altro ufficiale gli ha segnalato un presunto sbaglio.”
In sintesi, il “VAR a chiamata” potrebbe rappresentare una direzione valida per il futuro del calcio, sebbene il suo protocollo richieda ancora affinamenti. Il successo di questa iniziativa dipenderà in larga misura dalla saggezza e dalla collaborazione di tutti gli attori coinvolti nel gioco.

