Il Manchester City di Pep Guardiola ha subito una pesante sconfitta per 3-0 contro il Real Madrid nell’andata degli ottavi di finale di Champions League. Mentre Federico Valverde si è distinto con una storica tripletta per i Blancos, la prestazione di Erling Haaland è stata tra le note più dolenti della serata.
L’attaccante norvegese ha continuato il suo digiuno di gol, che si protrae ormai da un mese, e i numeri parlano chiaro: solo 10 tocchi in 82 minuti e appena 3 passaggi completati prima della sua sostituzione, a testimonianza di una partita in cui è rimasto quasi completamente isolato e inefficace.
L’ANALISI DI MARSCHISIO E ZOLA: COLPE INDIVIDUALI E DI SQUADRA
Claudio Marchisio ha descritto la prestazione di Haaland al Bernabéu come ‘essere nel posto sbagliato al momento sbagliato’. L’ex centrocampista ha sottolineato la scarsità di palloni giocabili ricevuti dal norvegese, esprimendo sorpresa nel vedere un attaccante del suo calibro così inefficace e mai realmente pericoloso.
Gianfranco Zola ha offerto una visione differente, spostando la responsabilità sulla squadra. Zola ha argomentato che per Haaland è stato estremamente difficile operare circondato da tre o quattro avversari, e ha aggiunto un’osservazione critica: ‘Spesso, sono stati i suoi stessi compagni a chiudergli gli spazi.’ Secondo l’ex attaccante, la difficoltà generale del City nel creare superiorità numerica ha reso complicato il gioco per l’intera squadra.

