Gennaro Gattuso, dopo l’amara eliminazione dell’Italia nelle qualificazioni mondiali per mano della Bosnia, ha trovato rifugio in Andalusia per ritrovare serenità. Nonostante il profondo rammarico per l’occasione sfuggita, l’ex CT esprime anche orgoglio per il lavoro svolto in una Nazionale che molti altri tecnici avevano esitato ad affrontare. Con chiarezza, Gattuso ha voluto smontare le principali critiche mosse al suo operato.
La buonuscita dello staff e le voci sui premi
L’addio di Gattuso è stato formalizzato venerdì, con un lieve ritardo necessario per definire la buonuscita del suo staff. Rino ha scelto di rinunciare ai compensi che gli sarebbero spettati fino alla scadenza del contratto, prevista dopo la finale del Mondiale. Si è inoltre mostrato ferito dalle voci, definite “sciacallaggio”, sui presunti premi richiesti dai giocatori in caso di qualificazione, meccanismi in realtà standard e predefiniti dalla Federazione.
Le risposte alle critiche più accese
L’espulsione di Bastoni e l’ironia del regolamento
Riguardo l’espulsione di Bastoni a Zenica, Gattuso aveva già spiegato l’applicazione di un nuovo approccio difensivo “all’indietro” che in quell’occasione non ha sortito l’effetto desiderato. A freddo, emerge una riflessione beffarda sul regolamento: se Donnarumma non avesse parato il tocco di mano di Dzeko, il gol bosniaco sarebbe stato annullato. L’intervento del portiere, invece, ha rimesso in gioco il pallone, permettendo a Tabakovic di segnare il pareggio.
I cambi: Kean e Locatelli in riserva di energie
Sui cambi, Gattuso chiarisce che Kean aveva segnalato alla panchina di essere esausto e non al meglio della forma fisica. Similmente, anche Locatelli, poi sostituito da Cristante, era in riserva di energie. Giocando in inferiorità numerica, tutti i calciatori avevano naturalmente speso di più.
Il rigore di Pio Esposito: un atto di coraggio giovanile
Infine, sul rigore di Pio Esposito, Gattuso rivela che il giovane attaccante non era il primo rigorista, ma il terzo designato. Tuttavia, si è offerto volontariamente di calciare immediatamente. Di fronte a questo gesto di coraggio, dettato forse dalla frenesia giovanile di voler ridurre la pressione dell’attesa, il CT e il suo staff hanno preferito non contraddirlo per non alterare il delicato equilibrio psicologico del momento. Nonostante l’esito sfortunato, Rino ha consolato il ragazzo, ricordandogli che anche campioni come Roberto Baggio hanno sbagliato dal dischetto.

