Alla vigilia del cruciale spareggio di qualificazione al Mondiale tra Italia e Irlanda del Nord, che si terrà domani alla New Balance Arena di Bergamo, il commissario tecnico Gennaro Gattuso ha rilasciato alcune dichiarazioni.
Gattuso ha sottolineato l’ottimo morale della squadra dopo “tre giorni positivi e un’atmosfera eccellente”. Ha aggiunto: “È naturale. Siamo consapevoli della posta in gioco domani ed è giusto presentarsi carichi, avvertendo un senso di responsabilità e una certa tensione”.
Rispondendo sulla natura della partita, se più mentale o fisica, Gattuso ha affermato che “entrambi gli aspetti saranno fondamentali”. Ha proseguito: “Domani affronteremo avversari che faranno poche cose, ma le faranno estremamente bene. Sarà essenziale essere robusti mentalmente e capaci di soffrire. Una volta in possesso palla, cercheremo di creare loro difficoltà”.
Riguardo alle condizioni di Bastoni e Scamacca, il CT ha detto: “Valuteremo. Entrambi hanno svolto lavoro differenziato. La loro determinazione nel voler essere disponibili e stringere i denti è ammirevole”.
Conferma che la sfida di domani è “sicuramente la più importante” della sua carriera da allenatore. “Mi gioco molto. Sono giovane, ma sento il peso di un’intera nazione sulle mie spalle”, ha confessato. “Non nascondo che in questi mesi molte persone mi hanno fermato per strada chiedendomi di portare l’Italia ai Mondiali. Sono abituato alla pressione, ma questa è la partita più significativa della mia vita professionale”.
Ha rivelato: “Prima di addormentarmi la sera, sento riecheggiare le parole ‘portaci al Mondiale, portaci al Mondiale'”. Ha ribadito l’importanza della gara, affermando di essersi “preparato a pensare in grande” e dichiarando: “Siamo pronti”.
Sottolineando la necessità di esperienza, Gattuso ha spiegato che la squadra deve “capire bene e saper soffrire sulle loro specialità”. Ha messo in guardia sulla pericolosità degli avversari in area, evidenziando come “il portiere lanci in area” e la loro bravura sulle “seconde palle”. Ha rassicurato sulla preparazione: “Abbiamo fatto cene, e in tutte le telefonate con i ragazzi, ogni tanto, abbiamo parlato di calcio. Oggi i giocatori sono evoluti, sanno cosa fare, sono preparati, tra video e internet”. Con una battuta ha aggiunto: “Se dormo? Sì, più di una volta, altrimenti se mi sveglio alle 4.30 poi sembro un pipistrello”.
Riferendosi alle parole di Lippi che lo paragonano a lui, Gattuso ha confessato di essersi “emozionato per ciò che abbiamo condiviso e per le sue dichiarazioni”. Ha concluso ringraziando l’ex CT.
Aggiornando sulle condizioni fisiche, ha specificato: “Bastoni ha lavorato al trenta percento con la squadra, stasera faremo un’altra prova. Scamacca è più indietro. Sono gli unici due da valutare; gli altri stanno tutti bene, inclusi Calafiori, Mancini e Politano”.
Sul fronte dei rigoristi, ha confermato: “Il rigorista è Retegui, ma ieri abbiamo provato anche altri. Ci siamo portati avanti, c’è la possibilità e abbiamo fatto delle prove”.
Alla domanda se ci sia un ‘Sinner’ in Nazionale, Gattuso ha risposto: “Lo spirito di squadra. Abbiamo giocatori importanti, ma mi piacerebbe vedere il suo spirito in tutta la Nazionale”.
Rivolgendosi agli italiani, il CT ha dichiarato: “Dipende da noi. Se scendiamo in campo con la giusta mentalità e trasmettiamo la sensazione di essere concentrati, tutto il resto sarà una conseguenza. Non possiamo chiedere nulla a nessuno; siamo gli artefici del nostro destino. Serve grande tranquillità e la consapevolezza di affrontare giocatori ‘con il veleno’. Loro dicono che non abbiamo identità, ed è giusto che lo pensino. Noi dobbiamo essere pronti”.
Riguardo a un’occhiata agli spareggi passati, Gattuso ha risposto: “Non avevo bisogno di guardarli, li ho impressi nella mia mente. La verità è che se Jorginho avesse segnato all’Olimpico, saremmo già ai Mondiali. E quando ho vinto io nel 2003, se Ambrosini non si fosse inventato quella spizzata, saremmo stati eliminati ai quarti. La fortuna è un elemento importante nel calcio, ma è un fatto che non andiamo ai Mondiali dal 2014. Tuttavia, il passato è passato; dobbiamo concentrarci su domani”.
Interrogato sulla scelta tra Kean, Retegui ed Esposito e se si pensasse già al 31 (forse un’altra partita o scadenza), Gattuso ha tagliato corto: “Non penso al 31, ma solo a domani. E ho la piena consapevolezza di avere attaccanti forti”.
Sull’Irlanda del Nord, se capace di giocare anche in campo aperto o solo di lanci lunghi, Gattuso ha ammesso: “Ho analizzato le loro ultime partite e questa è la loro caratteristica principale. Dobbiamo essere vigili sui piazzati e sulla loro aggressività. Spencer, in attacco, può essere pericoloso, ma le loro peculiarità restano queste. È una squadra che gioca in verticale e fa tutto in maniera egregia”.
Riguardo all’impatto delle due mancate qualificazioni sulla percezione della Nazionale e all’aumento della pressione, Gattuso ha confermato: “È vero. Ma domani ci giochiamo qualcosa di cruciale. La responsabilità non è dei tifosi; quelle sono state due delusioni incredibili. Oggi, però, non c’è tempo per parlare del passato, ma solo del nostro obiettivo. Dobbiamo qualificarci per questo Mondiale, è fondamentale per noi. L’obiettivo è tornare dove siamo stati per tanti anni, e anche da protagonisti”.
Circa la preparazione della partita, se più mentale, ha risposto: “Va preparata sotto tutti gli aspetti. Le partite semplici non esistono più. Bisogna essere concentrati per 95 minuti, altrimenti… Dobbiamo essere pronti, domani affronteremo le nostre difficoltà. Sarà necessario difendere bene sulle seconde palle e mostrare determinazione. Le partite facili non esistono più”.
Paragonando questa partita al Mondiale 2006, Gattuso ha chiarito: “Quello è un altro mondo, sono passati così tanti anni che non ricordo nemmeno più le partite che ho giocato… Sì, è la più importante, per la responsabilità che sento su di me non c’è paragone”.
Interrogato sulle qualità dell’Irlanda del Nord, ha risposto: “Dobbiamo essere bravi a non perdere le seconde palle, a garantire una buona percentuale di recuperi. A muoverci correttamente e non farci trovare impreparati; quando contrastiamo con il centrale, dobbiamo fornire la giusta copertura. Non dobbiamo sottovalutare e pensare che un compagno possa rimediare; è fondamentale ‘annusare il pericolo'”.
Ha condiviso un aneddoto che ha rafforzato la sua fiducia: “Tre, quattro o cinque di loro all’inizio del ritiro non si reggevano in piedi, ma alla fine c’erano. Scamacca non ha voluto tornare a casa. Lo spirito che ho visto mi è piaciuto, mi diverto molto in campo con loro. Riesco anche a scherzare a volte, ma poi ognuno sa stare al suo posto. Tutto questo, però, dobbiamo tradurlo in campo e raccogliere i frutti del nostro lavoro”.
Riguardo a cosa dire alla squadra per evitare un’altra mancata qualificazione e alla stranezza di un Mondiale senza l’Italia, Gattuso ha detto: “So che è strano. Non mi piace raccontare ai giocatori le mie esperienze personali. I giocatori devono provare le emozioni in prima persona; se non senti quel ‘formicolio’ quando giochi queste partite, puoi dire quello che vuoi… Bisogna scendere in campo e non sottovalutare l’avversario. Loro sono arrivati fin qui perché hanno ‘il veleno’. Ogni palla, dalla prima all’ultima, la giocano come se fosse l’ultima della loro vita, e non si può sottovalutarlo. Noi dobbiamo rispondere colpo su colpo”.
Concludendo sulla consapevolezza della squadra riguardo la necessità di affrontare un momento di sofferenza, Gattuso ha affermato: “Penso di sì. Se hanno capito, se siamo stati bravi… In questa partita ci sono due gare: quella con la palla e quella senza. Dobbiamo soffrire quando non abbiamo il possesso, e quando lo abbiamo, dobbiamo mettere in campo la nostra velocità, arrivando nei loro 20-25 metri con qualità, sviluppando il tutto correttamente”.

