Ven. Mar 13th, 2026

Fabio Esposito: Ricordi di Maradona, Amicizie nel Calcio e la Sua Passione Azzurra

Fabio Esposito, conduttore televisivo e volto noto di Food Network, non nasconde la sua profonda emozione ogni volta che il nome di Diego Armando Maradona viene pronunciato. La sua connessione con il Pibe de Oro va oltre la semplice ammirazione di un tifoso napoletano. Esposito racconta: “Maradona era amico intimo di mio papà e mio zio; abitavamo nello stesso quartiere. Ricordo con chiarezza le sue visite a casa nostra e la felicità unica che brillava negli occhi di mio padre in quei momenti, una gioia che non ho mai più rivisto in nessun altro.” Per Esposito, “Diego non era solo un calciatore, ma la personificazione di una rivoluzione, capace di colmare un divario tra Nord e Sud che oggi, fortunatamente, non ha più la stessa rilevanza.” Nonostante i numerosi impegni professionali – dalla conduzione di ‘Pazzi di pizza’ con Sal Da Vinci e ‘Pazzi di Roma’ con Barbara Foria, a un podcast e un programma su Radio Marte – il calcio resta una passione irrinunciabile. “La mia prima volta allo stadio fu un Napoli-Milan nella stagione 1993/’94. Ricordo che eravamo in svantaggio e negli ultimi minuti Di Canio segnò dopo un doppio dribbling su Baresi e Maldini. Ero in curva con mio padre. L’ultima, invece, è stata quest’anno in tribuna per la partita contro la Fiorentina.”

Ricordi Indelebili con il Campione

Esposito condivide un ricordo speciale: “Al battesimo di mio cugino, Maradona si presentò con un regalo inaspettato: una quarantina di orologi di plastica, tutti color oro. Noi bambini, ignari, eravamo estasiati, convinti che fossero preziosi orologi d’oro, e rimanemmo a bocca aperta per la meraviglia.”

Avere Maradona in casa era un’esperienza unica: “Era fantastico! Avevo sette o otto anni e lui non arrivava mai da solo. Spesso portava con sé Careca, Giordano, Alemao… E io, da ogni campione, mi facevo autografare tutte le pagine del mio diario scolastico.”

Riguardo ai contatti successivi, Esposito ammette: “Per un certo periodo siamo rimasti in contatto, ma negli ultimi dieci o quindici anni prima della sua scomparsa, non l’ho più incontrato, dato che si era progressivamente allontanato da tutti.”

Amicizie e Aneddoti dal Mondo del Calcio

Parlando delle sue amicizie nel mondo del pallone, Esposito menziona: “Ho condiviso diverse serate milanesi con Borriello, e con la famiglia Cannavaro trascorriamo le vacanze insieme. Molti ex calciatori della mia età sono tra i miei amici. Sono cresciuto giocando con Cristian Maggio e con i fratelli Cannavaro, e oggi i nostri figli frequentano la stessa scuola. Tra le conoscenze ci sono anche i figli di Mertens, Cavani, Behrami e altri.”

Un aneddoto divertente rivela la particolarità di queste amicizie: “Una volta, in occasione di una partita organizzata dalla scuola, mi sono ritrovato circondato da ex calciatori del Napoli e ho pensato scherzando: ‘Ma io cosa ci faccio qui in mezzo a tanti campioni?'”

Il Tifoso e il Giocatore: Una Passione a 360 Gradi

“Vivo la partita con grande intensità,” spiega Esposito, “e avendo giocato a calcio, cerco anche di analizzare la gara dal punto di vista tattico. Ma quando l’adrenalina sale, sono uno di quelli che ‘vivono’ ogni singolo minuto dei novanta.”

In passato, Esposito ha giocato a livello Dilettantistico: “Ero un esterno sinistro offensivo a piede invertito, e spesso tentavo il tiro a giro.”

La città di Napoli ha un legame unico con la sua squadra: “Avere un’unica squadra, senza rivalità interne che disperdono l’attenzione, è sicuramente un fattore che unisce. Inoltre, De Laurentiis ha svolto un ottimo lavoro nell’avvicinare donne e famiglie allo stadio, ampliando notevolmente la base dei tifosi. A mio avviso, esistono due categorie di sostenitori: quelli che considerano il calcio un semplice spettacolo, e quelli per cui è una vera e propria religione.”

La Follia più Grande per il Napoli

Riguardo alla sua più grande “pazzia” per il Napoli, Esposito racconta un episodio memorabile risalente a 23 anni fa: “Ero a Milano Marittima con gli amici. Erano le nove e mezza del mattino quando, guardandoci, abbiamo avuto l’illuminazione: ‘Perché non andiamo allo stadio?’ Così, abbiamo intrapreso il viaggio a una velocità sostenuta, ricordo di aver impiegato solo quattro ore e un quarto. Siamo arrivati giusto in tempo per la partita!”

Un Rito Scaramantico Infrangibile

In termini di scaramanzia, Esposito è categorico: “Che si assista alla partita da casa o direttamente allo stadio, è imprescindibile indossare sempre e comunque qualcosa che richiami il Napoli. Se a casa c’è qualcuno che tifa per un’altra squadra, può tranquillamente rimanere, ma dovrà spostarsi in un’altra stanza!”

Oltre Maradona: I Campioni nel Cuore di Fabio Esposito

Escludendo l’intoccabile Maradona, Esposito indica due giocatori che hanno lasciato un segno indelebile nella storia recente del Napoli: “Nomino due figure importanti: Cavani e Mertens. Il primo riusciva a trasmettere un’emozione palpabile già solo a vederlo giocare da vicino. Il belga, invece, ha sempre dimostrato una professionalità esemplare, accettando di partire dalla panchina con ogni allenatore, senza mai proferire un lamento.”

Sal Da Vinci: Un Compagno di Stadio Appassionato

Avendo lavorato con Sal Da Vinci a ‘Pazzi di pizza’, anch’egli acceso tifoso del Napoli, Esposito rivela: “Andiamo quasi sempre allo stadio insieme e commentiamo le partite. Posso assicurarvi che è un grandissimo ammiratore di Antonio Conte; ogni volta che si paventano voci su un suo possibile addio, si preoccupa sinceramente. E c’è di più: quando Sal è impegnato in uno spettacolo teatrale e contemporaneamente gioca il Napoli, si fa inserire il risultato in tempo reale sul gobbo durante la rappresentazione!”

I Desideri di Conduzione Sportiva

Interrogato su chi gli piacerebbe affiancare nella conduzione di un programma sportivo, Esposito risponde: “Apprezzo molto il modo in cui Diletta Leotta gestisce la scena; non è semplice, dato che spesso ci si sofferma sul suo aspetto fisico, ma lei emerge sempre come una conduttrice sportiva brillante e preparata. Inoltre, punterei su Veronica Gentile per la sua verve e capacità.”

By Federico Santoro

Federico Santoro, dal cuore di Roma, trasforma ogni evento sportivo in una narrazione avvincente. La sua voce distintiva nel racconto delle partite di basket e calcio ha creato uno stile unico nel panorama giornalistico italiano. Le sue analisi tattiche sono apprezzate sia dagli appassionati che dai professionisti del settore.

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