I piloti di Formula 1 stanno manifestando una crescente apprensione nell’eseguire le consuete manovre difensive in pista, citando preoccupazioni riguardo a situazioni “imbarazzanti” e il potenziale di collisioni ad alta velocità. Questa ansia fa seguito a incidenti recenti, come il significativo schianto di Oliver Bearman al Gran Premio del Giappone. In quell’occasione, si è verificato un notevole differenziale di velocità – circa 30 mph (circa 48 km/h) – mentre l’Alpine di Franco Colapinto stava recuperando energia nell’avvicinamento alla curva Spoon, cogliendo Bearman di sorpresa.
Il team principal della McLaren, Andrea Stella, aveva già segnalato le elevate velocità di avvicinamento come una preoccupazione chiave per la sicurezza durante i test pre-stagionali, e ora la questione è diventata un argomento centrale tra i piloti stessi.
Alex Albon ha rivelato che questo problema è stato un argomento centrale nei recenti briefing dei piloti. I piloti stanno ora, a quanto riferito, avendo “ripensamenti” prima di eseguire mosse difensive, temendo di poter cogliere di sorpresa un concorrente e causare un incidente simile a quello di Bearman. Albon ha suggerito potenziali soluzioni per mitigare il rischio, come rendere la “modalità SM” – probabilmente riferendosi a un’impostazione specifica del motore o del recupero di energia – “più stabile” o “meno potente”. Ha ipotizzato che potrebbe evolvere in qualcosa di più gestibile e controllabile, simile al sistema DRS, per armonizzare le velocità in pista.

