Il Gran Premio del Giappone di Formula 1 del 2019 subì un’enorme interruzione a causa del Super Tifone Hagibis, che costrinse la F1 a cancellare tutte le attività del sabato sul circuito di Suzuka. Previsto come il più grave ciclone tropicale a colpire il Giappone in sei decenni, il tifone sollevò immense preoccupazioni per la sicurezza, con venti previsti a 90 km/h sul circuito e raffiche massime di 270 km/h attraverso la sua estensione di 1.400 km.
In risposta, le qualifiche furono drasticamente riprogrammate per la domenica mattina alle 10:00 ora locale, poche ore prima della gara, fissata per le 14:10. La terza sessione di prove libere fu completamente annullata, lasciando alle squadre solo le due sessioni del venerdì per preparare le vetture sia per le qualifiche che per il Gran Premio. I funzionari citarono non solo il forte vento e la pioggia, ma anche il potenziale allagamento dei tunnel di accesso e l’impossibilità per gli elicotteri medici di operare in sicurezza, come ragioni chiave per l’interruzione. La FIA e la Formula 1 rilasciarono una dichiarazione congiunta, dando priorità alla sicurezza degli spettatori, dei concorrenti e di tutto il personale a Suzuka.
Sebbene Suzuka avesse già visto rinvii delle qualifiche a causa di tifoni nel 2004 e nel 2010, il calendario compresso del 2019 presentò una sfida senza precedenti per i team. Al di là dell’autodromo, il Tifone Hagibis provocò danni catastrofici in tutto il Giappone orientale, mietendo 139 vite, causando oltre 17 miliardi di dollari di danni e lasciando più di 270.000 famiglie senza elettricità. Fu il tifone più letale a colpire il Giappone dal Fran nel 1976.
Nonostante la vasta distruzione, il tifone passò attraverso Suzuka in modo relativamente rapido, consentendo a Valtteri Bottas di vincere la gara. La decisione di procedere con le qualifiche la domenica mattina si rivelò giustificata, evitando l’uso dei risultati delle prove per stabilire la griglia.

