Edin Dzeko, soprannominato il “Cigno di Sarajevo”, si trova di fronte a un momento cruciale della sua carriera. La Bosnia-Erzegovina è a un passo da un’impresa storica, la sua seconda partecipazione ai Mondiali dopo quella del 2014. Come allora, il cammino dei “Dragoni” dipende fortemente dal loro simbolo, Dzeko. È stato proprio un suo gol, l’ennesimo decisivo per l’ex attaccante di Roma, Inter e Fiorentina, a permettere alla squadra di Barbarez di superare il Galles nei playoff e di guadagnarsi la finale contro l’Italia. Nonostante i suoi 40 anni, Dzeko continua a essere una figura centrale del calcio europeo, capace di fare la differenza, ma il suo futuro professionale è incerto. Nei prossimi mesi, pur mantenendo un’impressionante regolarità nel segnare, potrebbe contemplare il ritiro.
Numeri da Record
Nella cruciale partita di Zenica, Dzeko sarà senza dubbio la minaccia principale per la difesa azzurra. Presentando l’incontro, lo stesso attaccante ha sottolineato l’enorme posta in gioco e il significato di questa partita per la sua nazione: “Non saprei indicare una favorita tra le due squadre. Ma abbiamo la possibilità di farcela. Sarebbe un risultato di grande importanza, non solo per me, ma per l’intera nuova generazione del calcio bosniaco”, ha dichiarato.
Autentico leader e icona del calcio bosniaco, Dzeko ha assunto il ruolo di trascinatore per una squadra che mescola giovani promesse e calciatori già affermati a livello europeo. Nonostante ciò, la sua luce continua a brillare più intensamente. Il suo gol decisivo contro il Galles, che ha condotto la partita ai calci di rigore vinti dai balcanici, si aggiunge alla lunga lista delle sue reti storiche, destinate a essere ricordate a lungo in patria. Questa marcatura lo ha portato a 73 gol in 146 presenze (di cui 31 in 45 partite di qualificazioni Mondiali) e gli ha permesso di segnare con la nazionale per vent’anni consecutivi, dal 2007 al 2026, un traguardo eccezionale.
Il quarantenne Dzeko vanta numerosi record e presenze nelle classifiche dei migliori marcatori mondiali. Nelle qualificazioni ai Mondiali, solo cinque calciatori lo superano. Limitando l’analisi ai soli giocatori europei, Dzeko si posiziona terzo, dietro soltanto a Cristiano Ronaldo e Robert Lewandowski. Considerando l’era moderna del calcio (dal 2000 in poi), un ristretto gruppo di soli sei giocatori ha segnato più di lui: Lionel Messi, Cristiano Ronaldo, Robert Lewandowski, Luis Suarez, Zlatan Ibrahimovic e Karim Benzema. Un elenco che testimonia il suo status tra i grandi del calcio.
La Rinascita allo Schalke 04
L’instancabile Dzeko non si limita a segnare con la maglia della nazionale; sta vivendo una rinascita sportiva nella Zweite Bundesliga. Trasferitosi a gennaio, dopo un periodo meno brillante alla Fiorentina, il bosniaco è tornato in Germania, dove aveva già trionfato con il Wolfsburg. Ora è un elemento chiave per lo Schalke 04, che guida la classifica ed è in piena corsa per la promozione nel massimo campionato tedesco.
Il calciatore nato nel 1986 ha avuto un impatto straordinario nel suo nuovo club: ha segnato al debutto e da allora non ha smesso di essere prolifico. In sole 8 partite con la squadra di Gelsenkirchen, ha messo a segno 6 gol e fornito 3 assist, dimostrando una forma eccezionale, tutt’altro che un addio imminente.
In effetti, il bosniaco proveniva da un’esperienza con la Fiorentina che non aveva lasciato il segno. In 18 apparizioni e 1.257 minuti giocati in maglia viola, non era riuscito a segnare in campionato, trovando la rete solo in Conference League. Il suo rendimento in campo era stato contenuto e, spesso, le notizie su di lui riguardavano più le polemiche con i media e le incomprensioni con i tifosi, in un periodo difficile per la squadra allora allenata da Pioli. Dal punto di vista prettamente calcistico, si ricorda soprattutto una complessa intesa con Kean, avversario che ora ritroverà.
Futuro tra Mondiale e Ritiro
Il futuro di Dzeko resta avvolto nell’incertezza. Determinante sarà la partita contro l’Italia a Zenica, un match che potrebbe prolungare la sua carriera internazionale. In caso di eliminazione con la Bosnia, le discussioni su un suo possibile ritiro potrebbero riprendere in estate. Accedere ai Mondiali, invece, gli permetterebbe di scrivere un nuovo capitolo storico. Escludendo i portieri, sono pochissimi i calciatori che hanno partecipato al torneo iridato a un’età avanzata; il più celebre è il 42enne Roger Milla con il Camerun a USA ’94. Tuttavia, Dzeko potrebbe trovarsi in eccellente compagnia ai prossimi Mondiali: sia Luka Modric che Cristiano Ronaldo, entrambi più anziani di lui, potrebbero infatti partecipare alla loro sesta Coppa del Mondo.
Un ulteriore elemento che potrebbe influenzare la sua decisione è la potenziale promozione dello Schalke in Bundesliga. Essendo un protagonista assoluto nel suo nuovo club, Dzeko potrebbe optare per restare e misurarsi ancora una volta con uno dei campionati più prestigiosi, intraprendendo un’ultima, affascinante sfida prima del definitivo ritiro.
Già in passato, prima della sua esperienza alla Fiorentina, aveva affrontato il tema del ritiro, dichiarando: “Voglio arrivare al ritiro con la mentalità giusta, quando sarò sereno di chiudere, mi fermerò. Sento ancora che quel giorno è lontano e ne sono orgoglioso. So di non poter giocare tutte le partite, i tempi di recupero sono diversi rispetto ai vent’anni, ma ho ancora molto da offrire”. Più di recente, ha aggiunto: “Quest’estate valuterò le sensazioni del mio corpo e deciderò, ma per ora mi sento ancora bene, come dimostra la mia continuità nel segnare”.

