I giornalisti di Formula 1 hanno sollecitato la FIA ad avviare un dialogo aperto con le squadre e i media, a seguito di quello che percepiscono come un deterioramento delle relazioni durante il fine settimana del Gran Premio del Giappone. La situazione è scaturita dal divieto imposto dal quattro volte campione di F1 Max Verstappen a un giornalista accreditato in modo permanente, Giles Richards, di partecipare alla sua conferenza stampa pre-gara presso l’hospitality Red Bull a Suzuka.
Verstappen avrebbe interrotto la sessione, intimando a Richards di allontanarsi. Ha poi spiegato che il divieto era una reazione al comportamento di Richards durante una conferenza stampa post-gara ad Abu Dhabi l’anno scorso, quando l’olandese aveva perso il quinto titolo per soli due punti a favore di Lando Norris. Si apprende che Richards è stato successivamente oggetto di gravi abusi online, e altri giornalisti che lo hanno difeso hanno subito attacchi simili.
Il Consiglio Consultivo Media della F1, composto da diversi giornalisti senior, ha discusso la situazione con la FIA, la quale, si presume, affronterà la questione con Red Bull. Parallelamente, l’Unione Italiana Giornalisti dell’Automotive (UIGA) ha rilasciato una dichiarazione energica, esprimendo profonda preoccupazione per quanto accaduto a Suzuka.
La dichiarazione dell’UIGA recita: “Gli abusi verbali e un clima di ostilità diretti a giornalisti e fotografi sono inaccettabili e minano i principi fondamentali del rispetto professionale e della libertà di stampa.” L’associazione ha sottolineato come le testimonianze dei presenti mettano in discussione alcune narrazioni diffuse, che rischiano di danneggiare la reputazione professionale degli operatori dei media. Ha anche avvertito che le tensioni tra piloti e fotografi potrebbero portare a misure sempre più restrittive che influiscono sproporzionatamente sul lavoro della stampa.
L’UIGA ha ribadito che il rispetto reciproco è essenziale, ma non deve limitare il diritto dei media di informare liberamente e in modo indipendente. Pertanto, l’associazione ha invitato la FIA ad aprire un dialogo con tutte le parti coinvolte – dai rappresentanti dei media alle squadre – per prevenire qualsiasi ulteriore peggioramento delle condizioni di lavoro e dell’accesso alle informazioni. Ha concluso affermando che “una stampa libera, rispettata e protetta non è una questione secondaria, ma un pilastro fondamentale della trasparenza e della credibilità in tutti gli sport, inclusa la Formula 1.”

