Sab. Apr 4th, 2026

Del Piero: “L’esclusione dell’Italia dai Mondiali è imbarazzante. Serve umiltà e progettualità, non capri espiatori”

Alessandro Del Piero, icona della Juventus e campione del mondo nel 2006, non nasconde la sua profonda amarezza per la perdurante crisi della Nazionale italiana, incapace di qualificarsi nuovamente ai Mondiali.

Intervenendo su un vodcast, l’ex attaccante ha espresso tutto il suo disappunto: “Siamo stati una potenza calcistica mondiale. Ora, purtroppo, prevalgono sentimenti negativi: tristezza, rabbia, delusione e incredulità. Se la prima esclusione fu uno shock e la seconda un incubo, questa terza assenza è semplicemente imbarazzante e ingiustificabile.”

Del Piero sottolinea come la responsabilità non possa ricadere su singoli individui. “Bisogna esaminare l’intero sistema che c’è dietro, non solo la figura del presidente federale. Abbiamo chiaramente un enorme divario: non solo rispetto ai nostri standard storici, ma anche nei confronti di nazioni come Francia e Germania, che hanno avuto il coraggio di intraprendere percorsi di riforma radicali e di ripartire da zero.”

L’ex numero 10 invoca una reazione collettiva: “Ognuno di noi deve trovare la forza di reagire e ricominciare, mettendosi in discussione, studiando e lavorando con un ritrovato entusiasmo. Nel 1982 e nel 2006, anche nel più totale disastro, il popolo italiano ha saputo tirar fuori energie e soluzioni inaspettate. Oggi, purtroppo, le soluzioni sembrano ancora molto lontane.”

Basta Capro Espiatorio e Messia

Sulla difficile questione di come riformare il movimento calcistico, Del Piero non offre risposte facili, ma pone l’accento sulla collaborazione: “Le idee nel calcio moderno devono nascere in un ambiente di squadra; credo fortemente nel gioco collettivo. Non dobbiamo cercare un capro espiatorio, né attendere una singola persona che risolva tutti i problemi. Rispetto ad altri paesi, abbiamo lacune in numerosi settori.”

E prosegue: “Dobbiamo analizzare attentamente cosa non funziona nel calcio maschile, specialmente considerando gli straordinari risultati ottenuti dal calcio femminile e da altri sport. È necessaria una profonda volontà di ricostruire, ma mi chiedo quanto il calcio italiano abbia il tempo, la pazienza e il coraggio per farlo. Ci sono problemi strutturali nei settori giovanili, negli stadi e negli investimenti: alcuni risolvibili, altri più complessi. Dipende dalla visione di tutti, dai presidenti ai dirigenti, dagli allenatori ai giocatori.”

Del Piero ricorda un passato glorioso: “Avevamo un calcio radicato nel territorio, ma abbiamo perso sia territorio che tradizione. In altri Paesi, come in Spagna con Bilbao o Siviglia, c’è una maggiore identità tra club e comunità. È una questione di team, serve un’unione d’intenti in tutti i settori. Dobbiamo fare un passo indietro e ammettere: non siamo più i migliori, nemmeno i secondi o i terzi. Dobbiamo riconoscere di non essere ciò che pensiamo di essere. L’orgoglio va messo da parte, è l’umiltà a guidarci.”

Progettualità contro il “Salvarsi il Culo”

“Non è solo una questione di soldi; serve una progettualità chiara, con passaggi ben definiti da rispettare,” afferma l’ex capitano. “Oggi tutto viene consumato troppo in fretta. Invece, con il tempo, Gasperini all’Atalanta è diventato immortale. Ancelotti, quando era con me alla Juve, sembrava l’allenatore peggiore del mondo, ma poi ha dimostrato il contrario. Serve qualcosa di più che pensare solamente a salvarsi il culo.”

Del Piero conclude con una riflessione sui giovani e sulla cultura calcistica: “I calciatori non si ‘costruiscono’, si plasmano e si aiutano a raggiungere il loro potenziale. E i politici devono parlare sempre da politici, non da tifosi. Io non dico che avessi terrore di andare in Nazionale, ma servivano determinazione e concentrazione massime. Questo ‘tutti contro tutti’ non ci permette di progredire. Come tecnico, giocherei con il fantasista; le grandi squadre europee vincono senza il 3-5-2.”

By Federico Santoro

Federico Santoro, dal cuore di Roma, trasforma ogni evento sportivo in una narrazione avvincente. La sua voce distintiva nel racconto delle partite di basket e calcio ha creato uno stile unico nel panorama giornalistico italiano. Le sue analisi tattiche sono apprezzate sia dagli appassionati che dai professionisti del settore.

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