L’assenza di Lautaro Martinez ha rivelato una fragilità preoccupante nel reparto offensivo dell’Inter. Con i giovani Bonny e Pio Esposito a guidare l’attacco, la squadra ha perso incisività, evidenziando una dipendenza quasi totale dal suo capitano.
Come spesso accade, il vero valore di un elemento emerge solo quando viene a mancare. Questo è ciò che sta vivendo l’Inter dopo un derby amaro e cinque partite consecutive in cui gli attaccanti non sono riusciti a gonfiare la rete, un dato inequivocabile. Privata del suo “Toro”, la manovra offensiva nerazzurra fatica enormemente a concretizzare. Certo, è un’osservazione quasi banale, considerando che Martinez è il capitano e il giocatore più pagato della rosa, con un ingaggio che supera i 10 milioni di euro a stagione. L’Inter ha fatto un’eccezione alla sua politica salariale per un motivo ben preciso. È un’evidenza innegabile, ma c’è un limite a tutto. Se per otto mesi si è sostenuto che l’attuale Inter è più forte della versione precedente – grazie alla sostituzione di Correa, Taremi e Arnautovic con proprio Pio Esposito e Bonny – allora questi ultimi non possono permettersi di scendere in campo con l’ansia che li paralizza.
La questione si fa complessa
“Se sono riusciti a marcarci così nell’uno contro uno, forse è anche perché si sono trovati di fronte due ragazzini al loro primo derby. Non è stato semplice per loro, l’emozione fa la differenza”, ha ammesso Chivu in conferenza stampa. Una giustificazione valida, ma che, al contempo, mina la fiducia nelle scelte tecniche. Se Esposito e Bonny sono considerati alla stregua delle riserve dell’anno scorso, allora l’Inter non ha compiuto alcun passo avanti. È noto che tra i giocatori “pronti” e i “giovani promettenti” c’è una differenza sostanziale, soprattutto in termini di impatto immediato. Un club come l’Inter, che punta ai massimi livelli, deve poter contare su calciatori già formati e pronti a incidere nel presente, non solo nel futuro. Se l’assenza di Lautaro (e di Thuram, nell’ultima gara) è sufficiente a bloccare l’intero meccanismo offensivo, allora c’è un problema strutturale da affrontare. E non si tratta solo del derby, per quanto quella partita sia stata la più lampante dimostrazione dell’inesperienza di Bonny ed Esposito, forse più del primo.
Un banco di prova impietoso
Cosa fare ora? Continuare a tutelarli o iniziare a chiedere loro di più? In un contesto ideale, i giovani andrebbero accompagnati nella loro crescita con pazienza. Ma l’Inter, in questo momento, quale contesto può offrire? Oggi, Esposito e Bonny sono chiamati a dare risposte immediate. Questo è il rischio calcolato che la società ha deciso di affrontare, optando per una rosa con quattro punte anziché cinque. E il tempo stringe: Lautaro sarà assente anche contro l’Atalanta. Il capitano tornerà solo dopo la sosta, e nel frattempo i nerazzurri dovranno affrontare l’Atalanta in casa e la Fiorentina in trasferta. È imperativo non perdere ulteriori punti nel post-derby per evitare di precipitare in una crisi psicologica. Questo è il contesto spietato in cui Bonny ed Esposito devono calarsi, dimostrando di essere all’altezza delle aspettative di chi li ha ritenuti “pronti”.

