Lun. Mag 25th, 2026

Conte alla Juventus: un ritorno possibile tra occasioni mancate e scenari futuri

Il nome di Antonio Conte è tornato ad essere accostato alla Juventus, riaprendo la suggestione di un suo possibile ritorno sulla panchina bianconera dopo il suo addio nel 2014. Diverse volte in questi anni un suo rientro è sembrato vicino, ma per varie ragioni non si è mai concretizzato.

Dopo dodici anni dal suo clamoroso addio nel 2014, la possibilità di rivedere Antonio Conte sulla panchina della Juventus si ripresenta ciclicamente nel dibattito calcistico italiano. L’imminente separazione tra il tecnico salentino e il Napoli, attesa dopo l’ultima giornata di campionato, riaccende con prepotenza l’ipotesi di un suo ritorno a Torino.

Attualmente, questa rimane una suggestione, con scenari alternativi che prevedono Conte alla guida della Nazionale italiana per la seconda volta o un anno sabbatico. Tuttavia, il recente declino della Juventus, culminato con la sconfitta contro la Fiorentina e la probabile esclusione dalla prossima Champions League, potrebbe generare un caos interno tale da rendere inaspettate le decisioni. Nonostante il biennale firmato da Luciano Spalletti, un futuro incerto potrebbe aprire le porte a qualsiasi soluzione, compreso il ritorno del suo ex capitano e allenatore.

Dal 2014, anno delle dimissioni di Conte dalla Juventus dopo aver conquistato tre scudetti consecutivi, il nome del tecnico pugliese è stato spesso associato alla Vecchia Signora. Ripercorriamo le tappe che hanno caratterizzato il rapporto tra Conte e la Juventus dal 2014 ad oggi.

I Rifiuti di Agnelli e le Opportunità Mancate

La storia riparte dalle improvvise e sofferte dimissioni di Conte nell’estate del 2014. Dopo tre scudetti di fila, le divergenze con la dirigenza sulle strategie di mercato portarono Conte a lasciare il club a ritiro iniziato. Al suo posto arrivò Massimiliano Allegri, che conquistò cinque scudetti, quattro Coppe Italia e raggiunse due finali di Champions League. Negli anni successivi, dopo le esperienze con la Nazionale e il Chelsea, Conte fu nuovamente accostato alla Juventus, ma la dirigenza bianconera, ancora scottata dal suo addio del 2014, chiuse la porta.

Nel 2019, al termine dell’era Allegri, Conte si propose per un ritorno, ricevendo anche supporto da Paratici e Nedved, ma la proprietà scelse Maurizio Sarri e poi Andrea Pirlo. Nel frattempo, Conte divenne un avversario diretto, vincendo uno scudetto con l’Inter e non mancando le polemiche, come l’episodio del dito medio verso la tribuna in occasione di una semifinale di Coppa Italia contro la Juventus nel 2021. Nell’estate del 2021, dopo l’esperienza Sarri-Pirlo, la Juventus considerò nuovamente un ritorno di Conte, ma Andrea Agnelli preferì ancora una volta Allegri, con cui firmò un triennale.

La Scelta di Giuntoli e il Rifiuto di Conte a Elkann

Si arriva ai giorni nostri. Nell’estate del 2024, con Conte libero, la Juventus di Cristiano Giuntoli optò per Thiago Motta, mentre Conte si accasò al Napoli. Durante la sua stagione in azzurro, Antonio Conte vinse lo scudetto e dichiarò pubblicamente la necessità di determinate garanzie per restare. Contemporaneamente, alla Juventus si verificò una svolta: dopo il fallimento del progetto Motta e un mercato deludente, John Elkann decise di rivoluzionare la dirigenza, con l’uscita di Giuntoli e l’arrivo di nuovi dirigenti, tra cui Thierry Henry e con maggior spazio per Giorgio Chiellini. Elkann vide in Conte il profilo ideale per ripartire e lo contattò personalmente, così come fece Chiellini.

Subito dopo la vittoria dello scudetto da parte del Napoli, le dichiarazioni di Conte e del presidente Aurelio De Laurentiis sembravano presagire un addio. La Juventus, fiduciosa, attendeva una mossa decisiva.

Tuttavia, De Laurentiis riuscì a convincere Conte a restare con un significativo aumento di ingaggio e la promessa di un mercato importante, oltre al calore dei tifosi. Anche il progetto Juventus non convinse appieno Conte, che percepì una mancanza di chiarezza nell’organigramma societario e nei programmi futuri. Di conseguenza, Conte rifiutò l’offerta di Elkann e Chiellini, lasciando la Juventus a dover continuare con Igor Tudor, che aveva sostituito Motta a stagione in corso, e che a sua volta fu poi sostituito da Spalletti a fine ottobre 2025.

Cosa Potrebbe Cambiare Ora

Cosa potrebbe ora determinare un esito diverso rispetto agli ultimi dodici anni? La mancata qualificazione alla Champions League sul campo, evento che non accadeva da dodici anni (escludendo la stagione 2023 a causa della penalizzazione per il caso plusvalenze), potrebbe aprire un nuovo scenario alla Juventus. Dal punto di vista sportivo, questa situazione si allinea perfettamente con la preferenza di Conte nella sua carriera: iniziare un nuovo ciclo con una squadra da ricostruire completamente.

Perché un ritorno di Conte vada a buon fine, sarebbero naturalmente necessari anche un ingaggio adeguato e un mercato all’altezza delle sue richieste. Fondamentale sarebbe inoltre la creazione di un organigramma dirigenziale in grado di collaborare con Conte e il suo staff senza frizioni, un aspetto che si è sempre rivelato complesso da realizzare.

By Federico Santoro

Federico Santoro, dal cuore di Roma, trasforma ogni evento sportivo in una narrazione avvincente. La sua voce distintiva nel racconto delle partite di basket e calcio ha creato uno stile unico nel panorama giornalistico italiano. Le sue analisi tattiche sono apprezzate sia dagli appassionati che dai professionisti del settore.

Related Post