L’ex commissario tecnico e celebre allenatore Fabio Capello esprime la sua profonda preoccupazione per il destino della Nazionale italiana, mentre gli Azzurri si preparano all’ultimo e decisivo scontro nei playoff di qualificazione ai Mondiali 2026 contro la Bosnia a Zenica. Capello, in una recente intervista, ha condiviso le sue acute osservazioni sulle sfide attuali e sul potenziale della squadra.
Un Voto Segreto per la Nazionale
Capello ha rivelato di aver fatto un “fioretto importante” per l’Italia, un impegno personale che non intende svelare per non comprometterne l’efficacia. “Soffro enormemente per la Nazionale, soffro troppo… e urlo!”, ha confessato, manifestando il suo viscerale attaccamento alla causa azzurra.
Il Ruolo Cruciale del Tecnico
Riflettendo sull’importanza della guida tecnica, Capello ha sottolineato come il superamento di un ostacolo iniziale, caratterizzato da un primo tempo titubante e una ripresa più incisiva, sia stato “psicologicamente molto importante”. Questo evento, a suo dire, ha aiutato i giocatori a comprendere il proprio valore reale. Ha poi aggiunto che la presenza di un allenatore come Gattuso, capace di offrire supporto, fiducia e di comunicare efficacemente grazie alla sua esperienza calcistica, è un elemento fondamentale per i calciatori che vivono immersi nel mondo del calcio e ne conoscono a fondo le dinamiche.
Analisi su Retegui e Pio Esposito
Capello ha ammesso di aver esclamato un sonoro “Noooooo” durante una palla persa da Retegui, evidenziando la crucialità del momento. Ha poi individuato alcuni difetti persistenti nel calcio italiano: passaggi laterali, lentezza, scarsa verticalizzazione e poca personalità nel possesso palla. Tra gli aspetti positivi, ha lodato la reazione della squadra e l’ingresso di Pio Esposito, che ha portato un notevole equilibrio. Riguardo agli attaccanti, Capello ha notato una certa somiglianza tra Retegui e Kean. Ha elogiato Pio Esposito per la sua forza, il gioco aereo e l’ottima visione di gioco, qualità che lo rendono “fondamentale nei momenti importanti”. Su Retegui, ha osservato che arriva da alcune settimane senza giocare e che “il ritmo del calcio arabo è un’altra cosa rispetto al nostro”, il che può influire sulla sua condizione attuale.
L’Obiettivo: Dimenticare i 12 Anni di Assenza
L’ex CT ha esortato la squadra a scendere in campo con la mente libera, nonostante il peso dei dodici anni di assenza dai Mondiali. “Non è facile, ma dobbiamo riuscirci. Dobbiamo giocare liberi”, ha concluso, enfatizzando la necessità di superare questa significativa pressione psicologica per raggiungere la qualificazione.

