L’ex-difensore di Italia e Inter, Beppe Bergomi, analizza la prestazione degli Azzurri, sottolineando la tensione percepita contro l’Irlanda del Nord e le prospettive contro la Bosnia, considerata un avversario più abbordabile.
Beppe Bergomi, profondo conoscitore delle dinamiche e del peso della maglia della Nazionale italiana, rievoca la sua esperienza vittoriosa ai Mondiali del 1982, desiderando rivedere quella “tensione positiva” negli Azzurri. La squadra si prepara ad affrontare la Bosnia martedì 31 marzo 2026 alle 20.45 a Zenica, in una sfida decisiva per la qualificazione ai Mondiali di USA-Messico-Canada 2026. Bergomi ha espresso la sensazione di timore che permeava la squadra durante la partita contro l’Irlanda del Nord, ma si è mostrato più ottimista riguardo all’incontro con la Bosnia. Ha anche minimizzato la polemica riguardante l’esultanza di Dimarco dopo Galles-Bosnia.
Tonali, la Paura e la Svolta
Quando Tonali ha segnato, ho esclamato “finalmente!”. Quel gol è stato un vero e proprio sollievo, poiché nel primo tempo avevo percepito un’atmosfera di pesantezza, quasi una “paura di non farcela”. La palla sembrava pesare sui piedi dei giocatori. Tatticamente, Rino [Gattuso] ha saputo correggere il tiro nel secondo tempo, perché nella prima frazione non avevamo trovato soluzioni efficaci, faticando a servire le punte con la dovuta rapidità.
Giocando con il 3-5-2, le occasioni per superare l’uomo sono limitate, a parte qualche iniziativa di Politano, rendendo essenziale l’innesco degli attaccanti. Nel secondo tempo la squadra ha mostrato un volto diverso, riuscendo a conquistare la vittoria.
Puntare su Pio Esposito
Pio è un giovane che, una volta in campo, si accende immediatamente, elevando il livello dell’intero reparto. Indipendentemente dalle scelte di Rino, ritengo che Pio sia un talento su cui la Nazionale debba fare affidamento. Se dovessi suggerire dei cambi in attacco, penserei ai due esterni di centrocampo, Dimarco e Politano, che hanno speso molte energie. Ma Pio è un elemento da tenere sempre in considerazione: è intelligente, si muove bene sia in campo che fuori, dimostra una notevole maturità e può rivelarsi estremamente prezioso per questa squadra.
Meglio la Bosnia del Galles
Riguardo alla discussione su Dimarco, anch’io ritengo che affrontare la Bosnia sia più vantaggioso che sfidare il Galles. Quest’ultimo, come l’Irlanda del Nord, ci supera in termini di ritmo, duelli e fisicità. Noi, invece, dobbiamo puntare sulla tecnica e sulla qualità. La Bosnia è certamente una squadra più esperta, e giocheremo in casa loro con giocatori del calibro di Muharemovic, Kolasinac e Dzeko. Hanno esperienza, ma sono convinto che noi siamo superiori.
L’Italia è Forte, ma ai Mondiali…
La partita disputata a Bergamo ha confermato la forza della nostra Italia. Dopo questa vittoria contro un avversario che reputo modesto, credo che i giocatori possano affrontare la prossima sfida con meno pressione, pur mantenendo inalterato l’obiettivo. Sono convinto che saranno proprio loro a riportare l’Italia alla fase finale di un Mondiale.
Tuttavia, confrontandoci con nazionali come Argentina, Brasile, Inghilterra, Spagna e, soprattutto, Francia, l’Italia, se si qualificherà, potrebbe essere vista come una “comparsa”. Ma una volta lì, tutto può succedere. Perché non dovremmo ambire a un percorso importante anche noi? Non dico che vinceremo, ma l’importante è esserci e poi vedere cosa accadrà.
Gattuso Non ha Colpe
Qualora non dovessimo raggiungere l’obiettivo, non potremo incolpare Rino [Gattuso]. È subentrato a campionato in corso, ha gestito le sue partite senza avere molto tempo a disposizione, e non gli è stato concesso nemmeno uno stage dopo l’ultima partita contro la Norvegia. A mio parere, è stato bravo a creare un gruppo coeso e a ristabilire quel senso di appartenenza che si era perso.

