Il leggendario difensore Alessandro Nesta, icona di Lazio, Milan e Nazionale, compie 50 anni e si racconta in un’intervista esclusiva. Un viaggio tra ricordi indelebili, dal suo glorioso passato al Milan fino alle attuali sfide della Nazionale, che mira a riconquistare un posto ai Mondiali dopo l’assenza dal 2014.
Il difficile arrivo al Milan e il rimprovero di Galliani
L’arrivo di Nesta al Milan, il 1° settembre 2002, fu un momento di grande turbamento per il difensore, ancora scosso dall’addio alla sua amata Lazio. “Stavo davvero male,” confessa Nesta, “per tre anni mi avevano detto che avrei dovuto essere venduto per questioni di bilancio, e quando mi allenai quella mattina pensai di averla scampata anche quell’anno.” Invece, a fine sessione, lui e Crespo furono informati della cessione. La sera stessa, durante una partecipazione a un programma televisivo con Adriano Galliani, Nesta fu rimproverato: “Sorridi, perché i giocatori al Milan sono solo felici.”
La Champions: da sogno a obbligo
Nonostante l’amarezza iniziale, la sua carriera al Milan prese una piega trionfale, culminata con uno Scudetto e ben due Champions League. “Ho capito di essere arrivato non solo nella migliore squadra del mondo, ma in un club all’avanguardia per organizzazione e visione,” spiega Nesta. La finale di Manchester del 2003 contro la Juventus, la sua prima Champions vinta, rimane la sua partita preferita, segnando l’inizio di un’era in cui “arrivare in fondo alla Champions divenne un obbligo.”
Compagni: il genio di Pirlo e gli scontri con Seedorf
Riguardo ai compagni di squadra, Nesta non ha dubbi: Andrea Pirlo era il talento più puro. “Sapevo fosse bravo, ma solo lavorando con lui ho capito la sua genialità.” L’esempio da seguire era Paolo Maldini: “Quando lo vidi a Milano, pur non essendo più giovanissimo, andare sempre a 300 all’ora, capii perché il Milan vinceva sempre, mentre noi alla Lazio cercavamo scuse per i nostri insuccessi.” Non mancano i ricordi di qualche scontro: “Con Seedorf abbiamo avuto tanti contrasti,” rivela Nesta, “ma le nostre liti erano sempre per il bene del Milan. Siamo molto amici, tanto che una volta mi ha lasciato suo figlio a Miami per tre giorni.”
La Nazionale e l’urgenza dei Mondiali
La Nazionale occupa un posto speciale nel cuore di Nesta. Con i playoff imminenti, l’Italia si gioca l’accesso ai Mondiali. “La ferocia di Gattuso non si ferma mai,” dice Nesta. “Anche in vacanza, invece di rilassarsi, va a correre come un matto. Sarò a Bergamo la prossima settimana per sostenerlo. Con il suo entusiasmo contagierà i giocatori. Non possiamo non qualificarci, ma gli Azzurri devono assumersi le proprie responsabilità e capire che devono mantenere in salute il calcio italiano.”
Gli allenatori: da Lippi ad Allegri
Marcello Lippi: il rimprovero e il gesto inatteso
Parlando degli allenatori, Nesta ricorda Marcello Lippi, CT campione del mondo nel 2006. “Grandissimo, anche se non iniziò bene con me,” racconta. “Al primo raduno sorrido mentre Zambrotta fa una battuta e il mister mi riprende davanti a tutti. Ci rimasi male.” Tuttavia, Lippi mostrò il suo lato umano: “Quando i miei compagni andarono dal Presidente Napolitano, mi chiamò e mi fece sentire la cerimonia in diretta. Ero giù di corda per l’infortunio al Mondiale e sentivo meno mio il successo.”
Carlo Ancelotti: l’unicità nel dolore
Su Carlo Ancelotti, Nesta è categorico: “Unico. Ci rincuorava dopo la finale persa a Istanbul, anche se dentro il suo cuore c’era l’inferno.” Ancelotti, ora alla guida di una Nazionale sotto enorme pressione, “saprà far stare bene anche i giocatori del Brasile.”
Massimiliano Allegri: le discussioni su Pirlo e la sua evoluzione
Tornato al Milan, Massimiliano Allegri ha guidato Nesta al suo primo Scudetto da allenatore. L’ex difensore lo ricorda così: “Quando l’ho avuto come tecnico, ho discusso molto per il mio amico Pirlo: per me era inconcepibile che non fosse il perno della squadra.” Allegri, proveniente dal Cagliari, “non aveva facile entrare in uno spogliatoio di campioni a fine ciclo. Ora è molto più deciso, forte di tutte le esperienze e vittorie che ha ottenuto.”
Futuro da allenatore: un “no” alla Lazio
Riguardo alla sua carriera da allenatore, Nesta, attualmente senza squadra, esclude categoricamente di poter un giorno allenare la Lazio. “Ma siamo matti? La mia qualità della vita precipiterebbe,” scherza. “Ho ricominciato a girare per il centro storico di Roma solo quando ho smesso di giocare.”

