L’ex difensore Lele Adani analizza il complesso rapporto tra la dirigenza giallorossa e l’allenatore, definendolo “uno dei più rivoluzionari degli ultimi dieci anni”.
Dopo la recente vittoria per 1-0 contro il Lecce, che ha permesso alla Roma di ritrovare il sorriso dopo l’eliminazione dall’Europa League, i giallorossi si trovano ora al quinto posto in classifica, a pari punti con la Juventus, nel vivo della lotta per un posto nella prossima Champions League. Questo contesto di risultati altalenanti e obiettivi europei serrati fa da sfondo alle riflessioni di Lele Adani sul rapporto tra il tecnico e la società.
“La proprietà deve fornire spiegazioni”
Analizzando le possibili tensioni tra Gasperini e la Roma, Lele Adani ha commentato la situazione sottolineando: “Mi sembra che la Roma abbia ‘scoperto’ Gasperini solo a campionato in corso, e questo ha poi generato frizioni e problemi. Ma Gasperini è un allenatore ben noto per il suo approccio. Per mesi è andato incontro alle esigenze della società, ma ora è arrivato a un punto in cui il suo contributo supera quanto ricevuto per il raggiungimento degli obiettivi.”
“È uno degli allenatori più rivoluzionari degli ultimi dieci anni e la società l’ha scelto proprio per questo. Credo che, oltre al rispetto, meriti un chiarimento diretto da parte della proprietà. Altrimenti, questo progetto non potrà mai decollare. Se si stancherà? Non lo so, molto dipenderà dalle risposte che gli darà la società”, ha aggiunto Adani.
Le sfide di Gasperini
Adani ha proseguito la sua analisi evidenziando le difficoltà affrontate dall’allenatore: “Gasperini si sta giocando il quarto posto senza due dei giocatori più talentuosi della rosa, Dybala e Soulé, con quest’ultimo che ha giocato solo metà campionato. Ferguson e Dovbyk sono gli attaccanti indisponibili, Bailey era sparito ed è andato via a gennaio, Ndicka ha partecipato alla Coppa d’Africa, Angelino ha avuto problemi e Gasperini ha dovuto adattare Wesley sulla fascia sinistra…”.
“A un certo punto bisogna avere il coraggio di dire chiaramente ‘siamo da sesto posto e vogliamo valorizzare i giovani’. Va bene, ma con Gasperini eravate d’accordo su questo?”, ha concluso Adani, ponendo un interrogativo fondamentale sulla coerenza tra le aspettative e gli obiettivi condivisi tra tecnico e dirigenza.

